Viterbo CRONACA sull'affresco nella Cappella di san Girolamo nella Chiesa di santa Maria Nuova

La Chiesa di santa Maria Nuova
(Foto Simonetta Valtieri)
Gentile Luigi Torquati, nel considerare che è lei stesso, in premessa, a dichiararsi profano in materia, le faccio presente che le cause che hanno prodotto il “fantasma” dell’affresco di S. Maria Nuova, anche se dipese dall’infiltrazione dell’acqua dal tetto, confermano la mia “congettura”, portandomi a ribadire che si tratta di interventi inconsapevoli dell’uomo.
L’infiltrazione d’acqua dal tetto – la cura della copertura è l’intervento preliminare fondamentale per la conservazione di un edificio storico – ha provocato l’effetto “fantasma” dell’affresco proprio perché il muro esterno, che presenta oggi fino ad una certa altezza una stuccatura delle pietre (come da me verificato di persona qualche giorno fa, e che non esisteva nelle foto scattate in occasione della pubblicazione del volume sul Rinascimento a Viterbo edito nel 2012), in occasione di una “banale” infiltrazione, ha dimostrato di essere deleteria, perché non potendo il muro traspirare, l’acqua infiltrata dall’alto nello spessore murario, ha scaricato i suoi sali sulla superficie interna affrescata, reagendo con i minerali dei pigmenti pittorici e provocando le efflorescenze saline.
Stuccature nei pressi della porta laterale
Essendo viterbese – pur svolgendo la mia attività di lavoro molto lontano, in Calabria, dove dirigo un dipartimento universitario che si occupa di patrimonio storico – conosco bene la notevole personalità di don Angelo Gargiuli e la sua cura nei confronti della chiesa, mentre lei non conosce me, perché altrimenti saprebbe che metto sempre a servizio e gratuitamente le mie competenze per dare un contributo utile a Viterbo nella conoscenza e conservazione del suo patrimonio storico, un impegno costante connesso alla mia attività di lavoro.
Purtroppo conosco casi di importanti monumenti e opere d’arte pregevoli, che sono stati restaurati in assenza di alcuni accorgimenti di buonsenso usati dagli “antichi” (ad esempio l’attacco “areato” alle pareti delle travi lignee di copertura) e dove la mancanza di traspirazione causata da azioni climatiche ha prodotto danni irreparabili, soprattutto agli elementi lignei generando l’attacco degli insetti xilofagi; tema sul quale ho organizzato il convegno internazionale Insetti e opere lignee, d’arte e d’architettura. Degradi e restauro (i cui atti sono pubblicati da GB EditoriA, 2010).
Stuccature
Non vorrei apparire terroristica nell’evidenziare un ulteriore eventuale problema – che non intende riferirsi a Santa Maria Nova, il cui pregevole soffitto ligneo è stato oggetto di accurate indagini preliminari all’intervento di restauro pubblicate nel 2013 (edizioni Nardini), ma approfitto per ribadire che mio avvertimento sulle conseguenze che possono essere indotte da interventi di tipo diverso, ma interagenti tra loro, non intende valere solo per la chiesa di Santa Maria Nova, ma per qualsiasi antica opera architettonica in muratura soggetta a interventi di restauro.
Simonetta Valtieri
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