Montefiascone CRONACA con tanta pazienza cerca invece di calmare la signora e di farla ragionare

 

Davvero inconsueto il siparietto andato in scena alcuni giorni orsono presso l’ufficio postale di Montefiascone ed al quale ho dovuto assistere, mio malgrado. Ore 11 di un giorno qualunque, la vita nei locali dell’ufficio trascorre normale.

I numerosi utenti nell’attesa di riscuotere la pensione sempre più magra o di liquidare il solito bollettino, parlano del più e del meno sottolineando qualche volta le loro battute con una sommessa risata.

All’improvviso, però, quanto inaspettatamente nei pressi dello sportello adibito al ritiro delle raccomandate, una signora che asserisce di essere un’insegnante di italiano, alza il tono della voce e con fare alterco, altezzoso ed arrogante pretende di impartire lezioni alla povera impiegata, la quale, a sua volta, con tanta pazienza cerca invece di calmare la signora e di farla ragionare. Ma tant’è.

Qual era in sostanza la materia del contendere? Ninetepopodimenoché l’interpretazione autentica di un passo... della Divina Commedia? Giammai. Molto più modestamente la commedia (in tono minore, ma assai divertente, almeno sotto certi punti di vista), riguardava un passo dell’avviso rilasciato dal portalettere per il ritiro di una raccomandata, laddove il medesimo testualmente recita: “Il ritiro può essere effettuato da una persona delegata munita di un documento di riconoscimento sia proprio che del delegante. Il documento del delegante può essere esibito anche in fotocopia”. Più chiaro di così…!!!

Che significa “documento sia proprio..”?

Ovviamente, che la persona delegata deve presentarsi allo sportello munita di un suo documento di riconoscimento in corso di validità. E che significa, ancora “… che del delegante”? Ovviamente, che la persona delegata che si presenta allo sportello, oltre che il suo documento, dovrà esibire allo sportellista che lo richiede, anche il documento della persona delegante (delegante: participio presente del verbo delegare, vale a dire: colui che delega).

Elementare, caro Watson! Direbbe quella vecchia volpe di Holmes. Ma, forse, certe professoresse dovevano essere così 'ntelliggggenti (nel pronunciare questa parola assumete l’aria di chi sa tutto, mettete la bocca a culo di gallina e mostrate una certa puzzetta sotto il naso.

Poi se siete lettori di Repubblica, potete staccare anche un biglietto per Stoccolma e candidarvi al Premio Nobel), così 'ntelliggggenti, dicevo, da filare direttamente all’Università senza passare per le scuole elementari, anche a dispetto della sintassi e della grammatica.

Oh vergogna dov’è il tuo rossore? (Shakespeare, Amleto, Atto II – Scena IV). Se don Alessandro Manzoni fosse stato presente alla scena, sicuramente avrebbe consigliato all’esimia professoressa di lettere di immergersi nell’Arno (non certo per suicidarsi! Ci mancherebbe altro dal cattolicissimo Manzoni!), ma solo per sciacquarsi i panni e – perché no? – anche un po’ la testolina.

Giuseppe Bracchi