Viterbo CRONACA un ecomiabile proposta, guardate come era due anni fa

La Cappella di san Girolamo due anni fa in uno scatto di Simonetta Valtieri

Ho letto sulle news del sito www.la citta.eu della encomiabile proposta di raccogliere fondi per restaurare l’affresco della cappella di San Gerolamo nella chiesa di Santa Maria Nova.

Pochi mesi fa, recandomi nella Chiesa riaperta dopo i restauri, sono rimastra addolorata e stupita nel vedere l’affresco degradato, in uno stato ben diverso da quello in cui versava, solo poco più di due anni fa, quando era stato fotografato per essere pubblicato nel volume di Simonetta Valtieri & Enzo Bentivoglio, "Viterbo nel Rinascimento", (GBEditoriA 2012), a p. 195.

Purtroppo l’opera non è stata “consunta dal tempo e dalle intemperie”, bensì da interventi “inconsapevoli” operati dall’uomo in tempi recenti.

Ho sentito quindi l’urgenza di mettere in guardia nei confronti delle “interferenze” degli interventi operati sugli edifici antichi costruiti in muratura, che si comportano e reagiscono come un organismo vivente.

Non conosco il progetto dei lavori effettuati nella Chiesa, ma come docente di restauro posso ritenere che le efflorescenze potrebbero derivare da mutazioni climatiche dovute a nuovi impianti di riscaldamento, ma più probabilmente (vista la celerità del degrado degli affreschi) da interventi effettuati sulla muratura esterna, che, se ristilata con malta cementizia, o trattata con un impermeabilizzante, non consente più al muro di respirare.

Per cui l’umidità imprigionata nello spessore murario, scaricata con i suoi sali sulla superficie interna affrescata, reagendo con i minerali dei pigmenti pittorici, può aver provocato le efflorescenze saline oggi riscontrabili.

Il restauro di un monumento storico dovrebbe comportare una dialogo tra i diversi specialisti e il progettista dovrebbe essere in possesso di competenze tecniche e di una cultura storica che lo renda consapevole delle conseguenze che possono essere indotte da interventi di tipo diverso, ma interagenti tra loro.

Ad esempio, quando si presentano problemi statici, spesso ci si rivolge a professionisti che non hanno maturato esperienze nel campo delle strutture murarie antiche – che presentano un comportamento statico diverso da quello delle strutture a telaio in cemento armato – e vengono eseguiti interventi di "consolidamento" o "adeguamento" con perforazioni o iniezioni di malta per lo più a base cementizia (non compatibile con le malte antiche), che arrecano un beneficio immediato apparente, ma che abbreviano la vita della costruzione in materiali tradizionali, che è viva ed elastica e per questo, se ben mantenuta, resiste nel tempo anche tramite assestamenti.

Sono stata spinta a scrivere questa nota di “avvertimento”, perché vorrei che fosse conosciuto, conservato e valorizzato tutto ricco patrimonio storico della città dove sono nata.

Gli affreschi nelle cappelle di Santa Maria Nova – ricavate nello spessore dei muri e occultate con le trasformazioni dei secoli XVIII-XIX – furono riscoperti durante i restauri intrapresi agli inizi del Novecento dalla Società per la conservazione dei monumenti di Viterbo, tesi a ripristinare l’aspetto originario di questo importante edificio religioso la cui fondazione risale al 1080.

La cappella di San Gerolamo, la cui titolazione era scritta sul fregio della imponente intelaiatura architettonica con lesene e candelabre in pietra che la incorniciava, solo parzialmente conservata, fu realizzata per volontà testamentaria (1510) del mercante viterbese Mariano di Battista Mariani, che compare raffigurato a mezzo busto nell’affresco interno, in basso a sinistra, con tunica e berretto nero.

Dallo stile degli alberi sullo sfondo del dipinto – che vede in primo piano San Gerolamo tra i Santi Giovanni Battista e Lorenzo – il critico d’arte Adolfo Venturi (1911) ha riconosciuto la mano del Pastura, attribuzione confermata da Italo Faldi.

Spero che il restauro del dipinto possa essere presto eseguito, perché i danni non diventino irreversibili e auguro a don Angelo Gargiuli, con l’aiuto di tutti coloro che hanno offerto un loro contributo, di poter vedere ritornare in vita, insieme agli altri già restaurati, anche questo pregevole affresco della sua chiesa.


Simonetta Valtieri
Prof. Ordinario di Restauro architettonico

Salviamo l'affresco nella Chiesa di santa Maria Nuova a Viterbo, sta sparendo!

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