Viterbo CRONACA Ma cosa spinge un facchino a compiere un'impresa del genere?

Stefano Patara
Venti aspiranti nuove leve hanno affrontato nei giorni scorsi da giovedì 26 a sabato 28 le prove di portata.
Tutto bene, chi con facilità, altri con qualche momento di sofferenza, ma alla fine, hanno superato la prova.
Naturalmente anche i Facchini iscritti al Sodalizio: nessuno escluso dai fatidici tre giri della chiesa...
Ognuno di loro anche quest'anno annovera l'ennesimo carteggio che attesta l'idoneità, ma con un particolare non da poco: "Il logo dell'Unesco".
Così "la notte del tre settembre", vestiti di bianco con fascia rossa, scarponcini neri, alcuni con il ciuffo, ci regaleranno quelle particolari emozioni, che legano Viterbo e tutti i convenuti in un unico cuore: quello che batte per la piccola "Rosa".
Ma cosa spinge un facchino a compiere un'impresa del genere?
A rispondere Stefano Patara, appartenente alle Forze dell'Ordine nella Polizia di Stato, facchino che da ormai 10 anni, porta in trionfo per le vie di Viterbo, insieme ai suoi compagni, la Santa.
"Ciò che mi spinge è un atto di devozione per santa Rosa. Nella mia famiglia è una tradizione in atto da più di trentacinque anni".
Cosa hai provato alla tua prima prova e la scorsa settimana?
"Ogni anno è sempre un'emozione diversa... La prima volta c'era la tensione, era un'esperienza nuova, con tutte le incognite, tanti fattori giocavano insieme. Gli anni passano e si teme che la forza possa diminuire, ma poi quando si alza quella cassetta, proprio come venerdì, passa tutto".
Cosa pensa un facchino di questo legame particolare, dell'essere un "ciuffo"?.
"Personalmente sono dell'idea che un buon facchino, non si vede solo dalla prova di portata che si tiene a giugno, ma da come riesce a trasmettere emozioni alle persone, da ciò che si sente al passaggio della Macchina di santa Rosa.
La vera forza sta nell'altruismo, giorno per giorno, dall'impegno verso il prossimo, soprattutto verso il più debole, specialmente in tempi così difficili come questi. Valori, emozioni, condivisione anche nell'essere facchino nel nome di santa Rosa ".
Non ci resta che aspettare di provare l'emozionante magia di quel 3 settembre, con Fiore del Cielo, sovrastata dal "Fiore italico, o di Viterbo vanto...".
Laura Ciulli
