Viterbo CRONACA che tocca proprio il fondo

 

Anziché andare a lezione, danno lezioni! Non basta loro di aver toccato il fondo, ora stanno scavando le buche.

E le stanno scavando con il consenso e l'aiuto della stampa, che lascia cadere ancora una volta l'occasione per dimostrarsi seria ed indipendente.

 

Mi riferisco all'Armata Brancaleone, cui la bellissima "Cassandra", sventurata principessa troiana, figlia di Priamo e di Ecuba, profetessa di sciagure, destinata a non essere creduta, fa riferimento nell'omonimo e pregevole articolo, appena apparso sul suo giornale, signor direttore, in cui tratta le recenti vicissitudini brasiliane della nostra nazionale di calcio.

E per non dare adito ad equivoci preciso che i miei strali sono indirizzati non tanto a tutti i componenti dell' Armata", ché la truppa, ovvero i giocatori, è la meno colpevole, quanto allo stato maggiore della medesima, il quale cerca motivi di appiglio, complice, ripeto, la stampa "libera ed indipendente", per sorvolare sulla sua pochezza.

Stato maggiore inefficiente, inefficace, incapace e per di più dispendioso.

Mi chiedo perché mai Renzi in merito non provveda ad una immediata quanto sostanziosa revisione della spesa con provvedimenti urgenti ad hoc: sarebbe, ritengo, una cosa non solo opportuna, ma anche logica e doverosa. Abbandoniamo la digressione e riprendiamo il nostro discorso.

Complice la stampa, dicevo: quest'ultima, infatti, quasi a sottolineare che certi accadimenti possono capitare, così come è accaduto in passato, ha evidenziato tra le prime cose, la doppia uscita consecutiva della nostra nazionale di calcio dalla prima fase dei mondiali del 2010 e del 2014, richiamando le uscite capitateci, allora sì, nel 1062 e nel 1966.

Le uscite del 2010 e del 2014, però, nulla hanno a che vedere con quelle del 1062 e del 1966: la cause che portarono a queste ultime, infatti, furono ben diverse.

Non c'è bisogno di essere Eugenio Danese per ricordare che nel 1962 fummo eliminati, quasi fisicamente oserei dire, a causa della nefasta partita con il Cile, che faceva gli onori di casa, in cui Giorgio Ferrini fu espulso per un fallo di reazione dopo essere stato colpito da terga;

in cui un certo Leonell Sanchez, nella discussione che ne seguì, prese a pugni impunemente il nostro Humberto Maschio fratturandogli il naso e costringendolo a continuare per onor di firma dato che allora non erano ammesse le sostituzioni;

in cui Mario David, fu colpito anch'egli con un pugno dal medesimo Leonell Sanchez, che riuscì ancora a farla franca sotto gli occhi dell'arbitro inglese Aston, il quale, per contro, punì poco dopo con l'espulsione un normale fallo di Mario David giudicandolo troppo pericoloso.

Partita che l'Italia perse per due a zero soltanto nei minuti finali pur giocando in nove contro undici e con Maschio menomato. Fumo eliminati con la forza e per forza in casa di quel Cile che due anni prima, alle olimpiadi di Roma avevamo ospitato gratis in conseguenza del terribile terremoto che lo aveva appena colpito.

Né la stampa italiana, in quell'occasione, fu immune da colpe, perché ad Antonio Ghirelli ed a Corrado Pizzinelli, con una stupidità che diede benissimo l'idea dell'infinito, venne in mente di fare non proprio dei complimenti a quella terra già martoriata da recenti e gravi calamità naturali: che volete! ognuno si esprime con i mezzi che ha.

Nel 1966, invece, la nostra eliminazione avvenne in conseguenza della sconfitta ad opera della Corea del Nord, che segnò con Pak Doo-ik. Ma bisogna ricordare che in quella partita si infortunò piuttosto seriamente un certo Giacomo Bulgarelli, faro del centrocampo italiano e fonte del gioco della nostra nazionale.

In quel tempo non erano ammesse sostituzioni e la nostra prestazione ne fu grandemente condizionata. Orbene, ciò premesso, quali pari attenuanti hanno le fuoriuscite del 2010 e del 2014 con quelle del 1962 e del 1966: nessuno.

Bisogna, però, trovare un capro espiatorio: e quale capro migliore di Balotelli, un ragazzo di 23/24 anni, che tanto ragazzo in verità non è più, e che avrebbe potuto dare segni di maggiore maturità se ben condotto? Balotelli, non forte come si è voluto far credere, non bravo come esageratamente si è affermato, coraggioso ancor meno, intendendo per "coraggioso" "privo" di quelle qualità "trascinatorie" che non tutti possono avere, è sembrato il capro espiatorio ideale.

E Prandelli addirittura lo apostrofa come lo ha apostrofato all'arrivo in Italia, quasi a manifestare "coram populo" i torti del medesimo. Ma se lo è fatto mai un esame di coscienza Prandelli? Ha mandato Balotelli allo sbando da solo, senza nessuno che lo supportasse o che gli facesse almeno da spalla, lo ha gettato nell'arena tra quattro leoni e sempre da solo e adesso lo incolpa.

C'è da credere che nemmeno Messi, Maradona e Pelè avrebbero potuto fare di più nelle stesse condizioni e con tre o quattro difensori sempre attaccati alle calcagna.

Per la verità Balotelli, come gli è capitata l'occasione, come è stato un attimo non solo, il suo goal lo ha fatto, ma questo sembra che non si debba dire. Balotelli ha obbedito; e che poteva fare! lo abbiamo detto: non è un trascinatore, cosa che Prandelli sapeva, e che comunque doveva sapere. A Balotelli, per di più, non è concesso di parlare, di difendersi.

Lo fa lo stesso usando parole poco appropriate, evidenzia a suo modo la verità dei fatti e lo fa male, ma ha ragione, ragione da vendere.

E Cassano!?

Cassano che, per il suo passato, avrebbe dovuto essere radiato da tutti i campi di calcio, Cassano che Prandelli in base al suo codice "etico/etilico" ha addirittura elevato a rango di capitano nella partita che la Nazionale ha giocato a Bari, Cassano, altro prodotto Prandelliano, che ha fatto?

Non spariamo sulla Croce Rossa, come afferma la nostra simpatica Cassandra, ma non sparino sui feriti i loro feritori, quegli stessi che avrebbero dovuto essere per i medesimi dei medici e provvedere alle loro cure. Adesso "dalli all'untore".

Ma per favore, abbiate almeno la dignità di uscire in silenzio, e se non l'avere fatevela prestare: non date lezioni, a lezione andateci.

Claudio Santella