Viterbo CRONACA preventiva

L’incontro con il presidente Badini e il prof. Montanaro sarà l’occasione per stilare un bilancio di 20 anni di attività e far conoscere i progressi della ricerca scientifica sul cancro.
L’Ail Viterbo parteciperà a Caffeina Festival.
Nell’ambito della prestigiosa rassegna culturale, la delegazione viterbese dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, il 1° luglio, alle ore 22, in piazza del Ginnasio, terrà un incontro dal titolo “Volontariato e Istituzioni.
L’esperienza dell’Ail Viterbo in 20 anni di attività”. Parteciperanno il presidente Patrizia Badini e il direttore dell’UOC di Ematologia di Viterbo Marco Montanaro.
Il presidente Badini stilerà un bilancio di 20 anni di storia - l’Ail Viterbo è nata a luglio del 1994 -, che ha permesso di raccogliere oltre 2 milioni e 600 mila euro usati per acquistare materiale scientifico, attivare uno sportello di consulenza familiare e un servizio di assistenza domiciliare, consentire l’aggiornamento professionale di medici e infermieri, potenziare l’UOC di Ematologia di Viterbo e completare il progetto “Casa AIL”.
Storia che ha fatto dell’Ail Viterbo un imprescindibile punto di riferimento per le Istituzioni - Comuni, Provincia e Ausl - e un partner di sicuro affidamento per importanti università e istituti scientifici.
Il dott. Montanaro illustrerà i progressi compiuti nel campo della ricerca sul cancro - una malattia da cui oggi è possibile guarire -, che ha nell’UOC di Ematologia di Viterbo un centro di eccellenza a livello nazionale per la qualità degli standard terapeutici offerti e per l’estrema preparazione del personale medico e infermieristico.
«Siamo orgogliosi di partecipare a Caffeina Festival, che rappresenta un formidabile veicolo di diffusione della cultura, in tutte le sue sfaccettature. - dichiara l’Ail Viterbo - L’incontro sarà l’occasione per ricordare i tanti obiettivi raggiunti in 20 anni di volontariato, che ci ha visti sempre in prima fila nell’assistenza, nella ricerca scientifica e nella formazione di medici e infermieri, e, allo stesso tempo, di gettare le basi per le sfide future, tra cui terminare la costruzione della “Casa Ail”, una struttura dove ospitare i pazienti e i loro familiari nei periodi di cura presso il reparto di Ematologia».
