Viterbo SPORT povero Prandelli come pranzerà d'ora in avanti

 

Il giornalista Giuseppe Bracchi

E venne il giorno del povero Prandelli! Il redde rationem per aver fallito – ahinoi! – quello che per il popolo italiano è cibo quotidiano: il calcio, per di più in versione mondiale.

Che poi il calcio sia malato come estrema propaggine di questa società italiana sempre più incivile (la vicenda di Ciro Esposito docet.. o meglio dovrebbe!), questo è un altro paio di maniche. Aveva ragioni da vendere quella vecchia volpe di sir Wiston Churchill, quando diceva che gli italiani vanno allo stadio come se andassero alla guerra!

E’ vero, Prandelli di errori ne ha fatti, calcisticamente parlando.

Ma perché crocifiggerlo quando dice la verità? Perché lo si vuol far passare per un untorello di manzoniana memoria, solo per aver detto che in Italia non esiste una coscienza nazionale? Evviva Dio! Felix culpa, invece, questa di Prandelli!!

Se a scuola si insegnasse la cultura (non solo e non tanto quella nozionistica), se in famiglia si insegnasse di più l’educazione, se nelle scuole calcio si somministrasse più disciplina e meno civetteria, forse sulla scena calcistica nazionale ci sarebbero meno palloni gonfiati e tante creste si abbasserebbero notevolmente, quella di super Mario Balotelli compresa! Ma tant’è.

Prandelli in conferenza stampa ha detto la verità.

E quando ha parlato di coscienza nazionale carente non ha fatto altro che rammentare ai suoi connazionali che in Italia parole come attaccamento alla maglia, alla bandiera tricolore, alla disciplina (anche calcistica), all’onore, all’amor patrio e via discorrendo, sono principi che non fanno più parte dell’abc dell’italiano generico medio, infarcito com’è di relativismo morale e culturale.

Ed allora ecco che perfino il Codice etico di Prandelli impallidisce o diventa per l’appunto del tutto… relativo.

Suvvia, ringraziamo l’ex Cesare nazionale per tutto quello che ha fatto. Almeno lui, a differenza di Renzi, è arrivato secondo in Europa, battendo la Germania in semifinale.

E per quanto riguarda le nostre coscienze, facciamoci un esame perbenino come Dio comanda e come comanda il sano catechismo di San Pio X. Ci accorgeremo così che il Prandelli grillo non merita proprio di essere schiacciato dal martello della nostra ipocrisia!

Giuseppe Bracchi