Viterbo CRONACA COI CALCI NEL SEDERE

Caro presidente Napolitano cosa vogliamo fare?

Il presidente Giorgio Napolitano

Leggo su un "Televideo" del 24 giugno corrente che: "Ci si sono messi Banca Mondiale, ONU e alcune tra le maggiori organizzazioni internazionali per stilare la classifica del "paese migliore del mondo".

E così all'Italia è toccato il 20° posto di una lista guidata dall'Irlanda.

Il primo "good country index" (era difficile dire "indice del buon Paese"? ma tant'è, vuoi mettere: la voglia di esibizionismo è sempre inversamente proporzionale al buon gusto ed al rispetto altrui) valuta parametri quali tecnologia, cultura vivibilità.

Per il nostro Paese ha pesato lo "scarso contributo alla pace e alla sicurezza internazionale". Dopo l'Irlanda premiate Finlandia, Svizzera, Olanda, Nuova Zelanda, Francia, Svezia ed altre nazioni del Nord Europa. In coda l'Iraq.

E noi, così stando le cose, e come afferma il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, vogliamo andare in Europa per dare alla stessa una impronta italiana? E quale impronta andiamo a dare?

Quella della corruzione, che in Italia è pari alla metà della corruzione dell'intera Europa?

Quella dell'evasione fiscale che è tra le prime dell'intero continente, se non di più?

Quella della pressione fiscale in continua crescita nonostante sia tra le più alte dell'orbe terraqueo?

Quella delle prebende dei nostri parlamentari, che percepiscono le retribuzioni più alte d'Europa pur avendo l'Italia un reddito pro capite inferiore a molti altri Paese europei?

Quella dell'aumento della retribuzione del Capo dello Stato, a fronte delle falcidie alle varie pensioni e retribuzioni dei cittadini sovrani?

Quella del tasso di crescita del nostro Pil, che ha un segno negativo davanti?

Quella del nostro tasso di inflazione, che è in aumento così come in aumento è il tasso di disoccupazione?

Questi ultimi indicatori non esprimono forse, in termini quantitativi, i fenomeni più importanti dal punto di vista dell'intero sistema economico, e cioè la formazione del livello della produzione e del reddito globale del sistema, del livello generale dei prezzi, del livello di occupazione.

Fermiamoci qui anche per ragioni di spazio, caro Presidente, che è meglio.

Questo andiamo noi a cercare di imporre in Europa? E con quale faccia?

Andremo in Europa a dire che siccome abbiamo avuto un aumento dei parlamentari di maggioranza vogliamo essere ascoltati? E con quale credibilità, con quale potere di acquisto?

Se avessimo avuto più prestigio e potere contrattuale forse saremmo stati in grado di poter dire la nostra. Noi siamo in settantacinque, se non erro, ma se ci fosse stato un solo sceicco avrebbe contato più di noi.
Ma per favore non andiamo in Europa per farci prendere a calci nel sedere a due a due finché diventano dispari!


Claudio Santella