Viterbo CRONACA D'ALTRI TEMPI

Alcune foto originali esposte alla Mostra 'La Belle époque' aperta all'ICult, vecchio mattatoio di Viterbo, fino al 27 Giugno

Caro Direttore, le promesse vanno senza meno mantenute e, a dispetto delle tue previsioni, non faccio ulteriore polemica anche se potrebbe essere facile.

 

Mi limito a confermare il “De hoc satis” (per i giovanissimi: su ciò si è detto abbastanza) del sig. Carneade altrimenti non la finiamo più; ognuno ha il diritto di rimanere con le proprie idee rischiando di avere anche dei pregiudizi sbagliati, ma chi giudica se sono sbagliati o meno? Ognuno ha il diritto di scegliere se essere trasparente o nascondersi nell’anonimato; ognuno di noi deve avere la possibilità di scelta in tutti i campi, dalla politica, alle amicizie, dal cibo alle donne, ecc. ecc.

E poi, continuando a fare polemica, non è che possiamo convincerci a vicenda ed io rischierei che il signor Carneade mi imparasse – accidenti, stavo per fare il suo stesso errore - mi insegnasse troppi detti latini.

Parliamo invece di altro ed esattamente della tua mostra.

Ti ho fatto i miei complimenti già all’inaugurazione, ma considerata la tua temporanea sordità (a proposito: come stai?), è meglio che te li ripeta per iscritto.

Foto stupende che ci riportano indietro nel tempo e ci fanno conoscere una città che, seppure in bianco e nero, anzi giallino, risplende dei colori dell’epoca, del vissuto di una Viterbo forse più orgogliosa dell’attuale (stupenda analisi di Giuseppe Bellucci).

Ho letto anche quanto hai scritto sui fotografi di una volta ed in particolare mi sono soffermato sull’ultima parte quando dici:

 “Già nel 1875, un anonimo suggeriva la costituzione di un Archivio fotografico con le foto di Viterbo, ma sono trascorsi quasi 140 anni e nulla è stato fatto!

Mi auguro che questa mostra sia stimolo per iniziare in tal senso, avendo raccolto, dal 1965, un numero di foto e cartoline tali da costituire subito un importante "Museo della memoria viterbese", comprendente un "Archivio fotografico di Viterbo e tutti i paesi delta provincia" un "Archivio dei manifesti viterbesi e dei paesi della provincia” e un “Archivio su Santa Rosa di Viterbo" ricco di manifesti, foto, cartoline, santini, ricordini, oggetti, gadget, programmi festeggiamenti, curiosità, disegni, ex voto, medaglie e la Macchina di santa Rosa.

Ma credo sia e resti solo un sogno, e i miei 49 anni dedicati a raccogliere tali oggetti, una perdita di tempo!

Viterbo 18 Giugno 2014
Mauro Galeotti per la sua Viterbo

Pensa Mauro, se qualcuno dell’amministrazione comunale si svegliasse: ad esempio la Saraconi che per scusarsi di aver pensato di regalare la carrozza a Piacenza, potrebbe suggerire di ospitare, naturalmente quando saranno trasferiti gli uffici, in qualche stanza sotto il colonnato, l’archivio da te ipotizzato.

Oppure metti che il sindaco Michelini voglia aggiungere qualcosa a tutto quello che ha già fatto, potrebbe decidere di non trasferire più gli uffici (e mi trova d’accordo) e fare l’archivio a p.za Fontana Grande mettendo come insegna la foto della stessa piazza all’epoca del mercato. O ancora, l’assessore Ricci, premettendo che ci si dovrà andare solo a piedi, potrebbe fare la proposta di acquisire Palazzo Farnese dalla AUSL, per il tuo archivio.

Ma tutto ciò, penso proprio tu abbia ragione, è un sogno.

L’amministrazione è troppo impegnata in altre cose più importanti per pensare a questo: chiusura delle porte viterbesi, varchi elettronici, divieti di sosta, riqualificazione e riordino del tessuto urbano in aree di territorio assolutamente prive di patrimonio edilizio e tessuto urbano da riordinare, contratto triennale con caffeina, parcheggi a pagamento a Belcolle, ecc. ecc.

Pensa, caro Direttore, che se il Comune realizzasse un archivio come da te suggerito, molti Viterbesi si priverebbero volentieri di alcuni ricordi per arricchirlo ulteriormente e, come diceva l’anonimo da te citato nel 1875, “l’onorevole Municipio con poco avrebbe una pregiata raccolta, la quale potrebbe servire benissimo d’esempio agli studiosi”.

Ma dai tempi dei tempi, appunto dal 1875, in materia di arricchimento turistico e storico di Viterbo, si è fatto poco o niente, quindi, occorre rimanere con i propri sogni.

Fattene, anzi, facciamone una ragione.

Chiudo con altri complimenti per Mario Olimpieri: Sono bellissime le sue poesie.
A quando un libro?

Luigi Torquati