Viterbo CRONACA ECLITTICA O ECLETTICA?
Il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, secondo l'Astronomia, il punto di declinazione massima o minima è arrivato: 21 giugno, si celebra il Solstizio d'estate!
Per tutti è comunque il giorno in cui potremo approfittarne del massimo di ore di luce e accogliere ufficialmente la stagione estiva, ed anche il giorno più lungo dell’anno. Ma rappresenta anche, l’inizio della fase calante dell’anno: da questo momento in poi le giornate ricominceranno, infatti, ad accorciarsi, raggiungendo l’apice il 21 dicembre, giorno del Solstizio d’inverno e notte più lunga dell’anno.
Il termine “Solstizio” deriva dal latino “Solis statio”: fermata, arresto, in riferimento al particolare momento astronomico in cui il sole non si alza, né si abbassa rispetto all’equatore celeste. L’astro in questo periodo sembra, infatti, fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto sino al 24 giugno, quando ricomincerà a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a sud sull’orizzonte.
Il fenomeno del solstizio ritarda inoltre di circa sei ore ogni anno, salvo subire un nuovo riposizionamento indietro ogni quattro anni, in conseguenza degli anni bisestili.
Gli uomini fin dall'antichità hanno celebrato questo giorno: dai pagani, dalla Grecia, all’America precolombiana, fin quando la religione cristiana, vi sovrappose solenni celebrazioni, così, come il solstizio invernale è stato sostituito dal Natale, quello d’estate dalla festa di san Giovanni che si celebra il 24 giugno.
Se nell’antica Roma i due solstizi erano consacrati a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi, oggi troviamo i due Giovanni, il Battista per il solstizio d’Estate e l’Evangelista per quello d’Inverno, come figure di riferimento per le festività legate rispettivamente al 21 giugno ed al 21 dicembre.
Tuttavia, ancora oggi, infatti, moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il giorno di “Midsummer”, la Notte di Mezza estate cara a Shakespeare: molti sono i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge (Inghilterra), richiamando nel sito, ancora carico di misteri, migliaia di persone ogni anno, in nome della teoria “New Age” che sostiene che i monoliti che compongono il sito furono innalzati seguendo l’allineamento dei primi raggi del sole che spunta il giorno del solstizio.
Nel Nord Europa la festa si celebra ancora il 21 giugno e in tutte le campagne l’attesa del sorgere del sole è propiziata dai falò accesi sulle colline e sui monti, poiché da sempre, con il fuoco, si mettono in fuga le tenebre e con esse gli spiriti maligni.
Anche la notte di san Giovanni, celebrata il 24 giugno, rientra nelle celebrazioni solstiziali. Il nome deriva dalla religione Cristiana, perché secondo il suo calendario liturgico si celebra san Giovanni Battista.
Nella festa, secondo un’antica credenza, il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare. Non a caso gli attributi di san Giovanni sono il fuoco e l’acqua, con cui battezzava, una comoda associazione, da parte del cristianesimo, per sovrapporsi alle antiche celebrazioni.
Secondo usanze antiche, le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprietà sono esaltate e alla massima potenza. Era anche possibile fare “l’acqua di san Giovanni“: si prendevano foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino e si mettevano in un bacile colmo d’acqua che si lasciava per tutta la nottata fuori casa.
La mattina successiva le donne prendevano quell’acqua, si lavavano per aumentare la bellezza e preservarsi dalle malattie.
Leggende, usanze legate al solstizio: quel che è certo è che oggi possiamo dire: "Benvenuta, estate 2014!
Laura Ciulli
