Viterbo CRONACA DI MEDITAZIONE

Il vuoto legislativo che si è venuto a creare, dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha praticamente aperto la strada, almeno ufficiosamente, alla fecondazione eterologa, abrogando quella parte della Legge 40 che la proibiva, sta ponendo più di un interrogativo soprattutto fra i giuristi.
A farsene interprete, fra gli altri, è stata la professoressa Laura Pallazzani, ordinario di Filosofia del diritto presso la LUMSA di Roma: “Bisogna intervenire con una legislazione puntuale, creare regole generali ed astratte che valgano per tutti .. dobbiamo evitare che i Magistrati si trovino nelle condizioni di argomentare a ruota libera … i giudici non hanno le competenze scientifiche per decidere ed allora si fanno guidare dalla loro personale idea della faccenda…. Il diritto esiste per difendere i più deboli, in questo caso i bimbi che nascono”.
Ma, ancora più inquietante è l’atteggiamento già montante di alcune Agenzie di stampa che hanno reso nota la pubblicazione di un vademecum da parte di alcune Associazioni, le quali hanno elaborato criteri per la donazione dei gameti nell’eterologa. Il donatore, si legge fra le altre cose nel vademecum, non può essere scelto. Si tiene conto soltanto delle caratteristiche di razza dei pazienti.
Razza! Un termine usato e più spesso abusato nel corso della storia degli uomini. Chi di noi non ricorda le tristemente note leggi razziali del periodo nazi fascista? Ecco, perciò, servito sul piatto d’argento, secondo la legge dell’eterogenesi dei fini di Vichiana memoria, una sorta di corsi e ricorsi storici, laddove per gli ipotetici utenti della fecondazione eterologa ci sarà magari la possibilità di scartare a priori il potenziale donatore di razza ebraica o di razza negra.
Che ve ne pare? Così è, o almeno potrebbe essere laddove il desiderio prende il posto del diritto e della verità. Meditate gente, meditate!!
Giuseppe Bracchi
