Viterbo CRONACA NEL BORSELLO

Si sta diffondendo in questi giorni sul web la notizia che dal 1 gennaio 2015, la rimpianta Lira italiana, verrà reintrodotta in Italia.
Nata come moneta di conto con la riforma monetaria voluta da Carlo Magno re dei Franchi, era il 2002 quando fu sostituita dall'euro.
Nel mercato si affermava che sarebbero stati rimessi così, gli ultimi tagli risalenti al 2002 e cioè:
In moneta £ 1, 2, 5, 10,20, 50, 100, 200, 500 e 1000.
In banconota £ 1.000, 2.000, 50.000, 10.000, 50.000, 100.000 e 500.000. Forse non è più una proposta vigente, da quando la quinta Commissione delle " Finanze e Tesoro ", ha votato a favore della mozione promossa dal Movimento Cinque Stelle. Si dovrà elaborare un progetto di attuazione del Disegno di legge.
Tutto questo testimonia comunque il desiderio sempre più crescente degli italiani, di ritornare in vigore. Sarà possibile, ma non per ora ed è stata proposta una votazione popolare.
La sua storia risale, quindi, ai tempi dell'Imperatore del Sacro Romano Impero con una riforma che stabiliva che da una libbra o libra d’argento (434 grammi) fossero ricavati 240 Denari oppure 20 Soldi pertanto un Soldo valeva 12 Denari.
Una moneta di conto poiché, in effetti, per un lungo periodo furono coniati solo i Denari il cui peso da grammi 1,809 col passare del tempo subì molte riduzioni fino a calare a un terzo nell’Undicesimo Secolo. Questo sistema di divisione della Lira in Soldi e dei Soldi in Denari è sopravvissuto, pur con molte modificazioni, fino a tempi recenti.
In Italia è stato completamente sostituita dopo l’Unificazione, mentre in Gran Bretagna ha cessato di esistere nel 1971 anno in cui è stato introdotto il Sistema Decimale.
Le prime vere Lire fecero la loro apparizione nella seconda metà del millecinquecento dopo tre secoli nei quali la moneta più usata e gradita era il Grosso. I primi Grossi furono battuti a Venezia sotto il Dogato di Enrico Dandolo (1192-1205), erano coniati in buon titolo d’argento (965 millesimi) e pesavano grammi 2,18 cioè 10 Denari.
Sempre Venezia nel 1472 batte la prima Lira: la Lira d’argento da 20 Soldi di Niccolò Tron (grammi 6,52 titolo 948 millesimi).
A Milano nel 1474, era allora duca Galeazzo Maria Sforza, fu deciso di battere una Lira in buon argento chiamata poi Testone.
Testoni furono battuti anche in Piemonte da Carlo I di Savoia e a Genova sotto la dominazione milanese; in seguito questo tipo di moneta si diffuse su tutto il territorio italiano ed anche oltralpe. Queste Lire non erano tutte uguali per contenuto di metallo fino poiché ogni città faceva riferimento a libbre diverse e di conseguenza aveva un’unità di base differente.
Perciò troviamo la Lira milanese, la Lira moceniga a Venezia, la Lira genovese, la fiorentina, la savoiarda, la toscana, la mantovana, la bolognese, ecc.
Sotto il Regno di Vittorio Emanuele II sono state emesse dieci diverse Lire in quattro diverse Zecche: Firenze, Torino, Milano e Napoli con quattro diversi millesimi e con due diversi rovesci: lo stemma oppure il valore.
Con Umberto I furono battuti sette diversi millesimi nel solo tipo testa/stemma in due sole Zecche: Milano e Roma.
Vittorio Emanuele III con la sua passione per la numismatica ci ha lasciato ben cinque tipi differenti di lire con ventisette millesimi, tutti coniati nella Zecca di Roma.
La Repubblica Italiana ha coniato Lire con quattordici diversi millesimi in due soli tipi e tutte a Roma.
La Lira che ha visto l'Unità d'Italia e quella protesa verso l'Europa due emozionanti testimonianze storico-numismatiche che raccontano come in un grande "film" la crescita nazionale, i sogni e le attese di milioni di italiani. Un film dove tutti siamo stati protagonisti, da una generazione all’altra. Un patrimonio che merita di essere conservato con amore, perché nella collezione "150° Anniversario" si possono trovare le radici della nostra Società moderna e le attese per il nostro futuro, un patrimonio che i nostri figli hanno il diritto di conoscere e tutelare.
Uno straordinario evento per chi apprezza la Storia del nostro Paese, che entra di diritto fra le scelte dei collezionisti di tutto il mondo, perché è con proposte come queste che l'Italia continua a essere amata e rispettata. Qualcosa di unico: la perfetta riproduzione in oro titolo 900°°° della prima moneta da 1 Lira del 1861 e dell'ultima moneta da 1 Lira del 2001.
La famosa "Lira stemma" 1861 del Regno d'Italia, coniata per celebrare un avvenimento straordinario: la votazione del Parlamento (17 marzo 1861) con la quale Vittorio Emanuele II veniva proclamato Re d'Italia.
Il 2001 è stato, infatti, l'ultimo anno che ha visto circolare la Lira. La moneta presenta sul diritto la raffigurazione di una bilancia, simbolo di giustizia e di eguaglianza. Sul retro la cornucopia, immagine di abbondanza e fortuna.
Quindi non resta,per chi vuole, aspettare questo ritorno alla Lira, che potrebbe risollevare l'Italia, e forse potrà dire presto " Bentornata, Lira ! ".
Laura Ciulli
