Viterbo CRONACA SENTIMENTALE
Nino Benvenuti
Caro Direttore, non so quanti dei tuoi lettori martedì scorso hanno veduto in TV la trasmissione “100 anni del CONI” presentata magistralmente da Paolo Bonolis. Né posso immaginare quanti di quelli che l’hanno seguita possano aver provato i miei stessi sentimenti.
Rivedere le gesta di tanti atleti che hanno dato lustro allo sport e all’Italia, da Trebisonda (Ondina) Valla, prima donna a conquistare una medaglia d’oro (Olimpiadi di Berlino del 1936 80 m. ostacoli), a Benvenuti, il grande Nino; dalla Pellegrini, a Berruti con la sua grazia e leggerezza; da Monti con il suo Bob, a Sara Simeoni, eletti entrambi "Atleti del Centenario"; dalla Vezzali a Mennea, la Freccia del Sud con il suo record durato 17 anni a livello mondiale e ancora valido oggi a livello europeo; ecc. ecc.
Insomma, caro Direttore, mi sono ritrovato a ricordare tutti i momenti belli dello sport in generale e alle tante soddisfazioni che ci hanno dato gli atleti italiani in ogni disciplina sportiva; in definitiva, se andiamo a consultare il medagliere olimpico, troviamo che siamo la sesta nazione al mondo con un totale di ben 1272 medaglie e considerato che oggi sono “solo” 222 le nazioni partecipanti alle olimpiadi, non possiamo che essere fieri dei nostri risultati.
Tutto questo in me ha prodotto sentimenti di orgoglio facendomi pensare a quante conquiste abbiamo fatto noi italiani in qualsiasi campo: dallo sport alla scienza, dalla sperimentazione alle invenzioni.
E oggi? Abbiamo ancora queste possibilità? Forse nello sport ancora possiamo sperare, ma in che cosa d’altro? Non mi dire che sono un pessimista, ogni tanto apprendiamo di conquiste che portano il marchio italiano, specialmente nel campo della sanità, ma vengono fatte all’estero dove le nostre migliori menti si sono trasferite dato che in Italia c’è carenza di aiuti, di tutela da parte dello Stato.
A questo punto i miei sentimenti di orgoglio spariscono e mi assalgono tanti dubbi sulle capacità di noi italiani moderni. Siamo ancora all’altezza di fare qualcosa di buono? Ci siamo rilassati, imborghesiti, siamo soltanto capaci di recriminare su tutto e non facciamo nulla per modificare questo stato di cose. Basta guardare le ultime elezioni amministrative: al primo turno la percentuale dei votanti è stata del 70,54% e già questa meriterebbe un rimprovero, al secondo turno la percentuale è scesa addirittura al 49,45%.
Qualcuno obietterà “Ma c’erano solo due candidati, i “tifosi” degli esclusi non hanno partecipato al voto”. Ma perché? Tra i due candidati in ballottaggio, anche quelli di idea politica contraria, potevano scegliere il “meno peggio”, dato che si trattava di scegliere il primo cittadino del proprio paese e sappiamo bene che scegliendo male si finisce nella ….rda.
C’è un esempio bellissimo nella nostra provincia. Senz’altro avrai notato, caro Direttore, che a Cellere la percentuale dei votanti è stata dell’83,25%; un plauso, quindi, ai Celleresi per il loro spirito democratico. Se tutti gli italiani si comportassero così, forse riusciremo a cambiare qualcosa perché un’ampia possibilità di scelta, forse, determinerebbe una maggiore attenzione nelle candidature da parte dei partiti.
Questa maggiore attenzione dei partiti consentirebbe una scelta di uomini più capaci, più onesti, con una politica basata sui fatti e non sulle parole; con atti amministrativi chiari, senza favoritismi (vedi da noi il contratto triennale per Caffeina), con decisioni miranti alla rinascita delle singole città e della nazione.
E alla fine di questi sentimenti così diversi che sento dentro di me, penso che anche io e quelli della mia generazione abbiamo qualche colpa: cosa abbiamo insegnato ai nostri figli? Forse soltanto la ricerca del benessere materiale e se questo è vero che insegneranno i nostri figli ai loro?
Vorrei proprio avere la possibilità di cambiare il mondo, non sarà certamente perfetto anche perché “nessuno può giungere alla perfezione, ma darsi da fare nella sua ricerca, può significare aver dato il meglio di noi” .
Caro Direttore, avevo predisposto queste righe oggi nel pomeriggio, poi ho voluto attendere la partita Italia – Inghilterra prima di mandartele. Volevo vedere se tornavano i miei sentimenti iniziali. Grazie Azzurri!
Luigi Torquati
