Viterbo CRONACA IN MUSICA

Self Control", "Si Può Dare Di Più", "Gente di Mare" e "Cosa Resterà Degli Anni Ottanta", sicuramente sono state ascoltate chissà quante volte alla radio.

Nascono dal genio musicale di un figlio della Puglia: Raf.

Nato a Margherita di Savoia, in provincia di Foggia,  passa da Firenze, capitale del rock e della new wave indipendente italiana durante gli anni Ottanta, approda a Londra e poi ritorna in Italia con le note del pop.

È  Raf nato appunto a Margherita di Savoia il 29 settembre 1959 con il nome di Raffaele Riefoli. La passione per la musica è immediata, ma Foggia non è certo l'epicentro della musica italiana, così approda a  Firenze,  la mecca per ogni giovane che vuole provare a fare quella musica.
Per Raf ci vuole un motivo per lasciare casa e trasferirsi in Toscana. Quel motivo arriva all'alba del 1980 sotto le sembianze di una ragazza e dell'amore: sbarcato a Firenze prova subito a suonare, ma il programma ormai è un filone esaurito. Raf conosce Ghigo Renzulli e Renzo Franchi, che in seguito diventeranno con Piero Pelù i Litfiba e mette insieme uno dei tanti gruppi che si muovono in città tra il Black Out e il Tenax. Firenze gli sta stretta ed approda a Londra: non parla inglese, si arrangia con lavoretti, vive tra case occupate e il divano del fidanzato inglese di un'amica, ma alla fine ci rimane due anni. E in questi due anni, in cui non smette di pensare alla musica e in cui di tanto in tanto torna a Firenze, conosce Giancarlo Bigazzi, il produttore che gli propone di lavorare come autore e realizzare dischi.


Raf torna a Firenze e propone a Bigazzi  "Self Control", che aveva scritto qualche anno prima e che diventa un pezzo dance. È un salto triplo: l'iniziale tema della tossicodipendenza diventa meno d'impatto, il brano impazza nelle classifiche pop dance, Raf fatica a riconoscersi e deve scontare anche l'allontanamento di qualche amico dei tempi della scena alternativa, ma soprattutto "Self Control" è l'inizio della sua vera carriera. Il pezzo raggiunge la prima posizione in tutte le chart (compresa quella USA dove approda nella versione di Laura Branigan) e nello stesso 1983 esce anche l'omonimo album d'esordio, da cui sono tratti altri due singoli di enorme successo come "Change Your Mind" e "Hard".
Raf ha bisogno di una pausa di riflessione per fare i conti con la svolta più importante della sua carriera che lo porta alla notorietà e al pop, ma poco dopo la decisione è presa: si dedica al pop, si afferma come autore e nel 1987 il trio di mostri sacri Morandi–Ruggeri–Tozzi porta a Sanremo la sua "Si Può Dare Di Più". Il successo è clamoroso e soprattutto è bissato da "Gente Di Mare" che Raf interpreta con Umberto Tozzi e che diventa una hit europea.
Mentre celebra il suo periodo londinese con "London Town" lavora anche a "Inevitabile Follia", inserita in "Svegliarsi Un Anno Fa", album che conferma la maturità acquisita di un Raf che ha ormai abbandonato il mondo indie per approdare a sonorità e parole attuali e sofisticate.


Ormai Raf è stabilmente di casa nella top ten italiana, come dimostra il disco con cui torna nel 1989: "Cosa Resterà Degli Anni Ottanta" è un pezzo immortale, idem il singolo estivo "Ti Pretendo" con il quale si afferma al Festivalbar. Ancora un biennio di preparazione e poi nel 1991 Raf sfoggia tutto il suo repertorio: prima conquista la hit parade con "Interminatamente", quindi seduce il Teatro Ariston con la ballata "Oggi Un Dio Non Ho" e poi di nuovo le chart italiane con "Siamo Soli Nell'Immenso Vuoto Che C'è". Tre successi clamorosi per quanto diversi di stile, che Raf racchiude nell'album "Sogni... È Tutto Quello Che C'è". Ma Raf non si chiude nel semplice mondo dell'artista che sforna il brano di successo con cadenza perfetta, anzi: gli avvenimenti di quegli anni travagliati sia in Italia che nel mondo influenzano prepotentemente il suo lavoro, come testimonia "Cannibali", disco del 1993 che riesce a coniugare con equilibrio perfetto impegno e successo, in particolare quello dei tre singoli "Il Battito Animale", "Due" e "Stai Con Me".


Ormai è un artista completo che può guardare alle sue radici musicali con album come "La Prova" (1998), che rivisita le influenze della fine degli anni Settanta, ma anche comporre dischi come "Iperbole" (2001), in cui mette in musica tutto il suo talento pop. Dopo l'uscita nel 2004 di "Ouch" da cui è estratta "In Tutti I Miei Giorni", Raf festeggia il 2005 con la seconda raccolta della sua carriera, quel "Tutto Raf" che contiene la cover di "E Penso A Te" di Lucio Battisti e "Amarse O Non Amarse", versione spagnola di "Amarsi O Non Amarsi".


Dopo una pausa torna in studio di registrazione per dar vita a "Metamorfosi" che arriva sugli scaffali dei negozi poco dopo l'estate del 2008. Registrato tra Viterbo e Firenze, il disco nasce da un primo nucleo costituito dalla title track, che Raf scrive con la moglie Gabriella Labate, e dal primo estratto "Ossigeno". In fase di registrazione le collaborazioni sono le stesse dei dischi precedenti e la band è quella che accompagna Raf dal vivo ovvero Adriano Viterbini alla chitarra, Diego Corradin alla batteria, Simone Papi alle tastiere e Cesare Chiodo al basso e tanto altro ancora...

L'unico modo per scoprirlo, era il suo concerto ad Orte Scalo in occasione dei festeggiamenti di sant'Antonio di Padova, patrono di Orte Scalo, venerdì 13 giugno, ore 21,00.


Laura Ciulli