Viterbo CRONACA HO PERDUTO IL CAGNOLINO
Parco in Via Tomassucci
Una volta una canzone diceva "Andiamo a mietere il grano, il grano, il granooo" e in effetti è quello che ispira il ricordo di quella melodia, se si vede dove il Comune ha, finalmente, tagliato le stoppie così alte che spesso il cagnolino, il cagnoletto e il cagnolone che andava a fare la pipì, non ritrovava il suo padrone.
Gira di qua, cerca di là, un abbaio per far capire dove sta, due di disperazione, tre abbai di rassegnazione: "Speriamo che io me la cavo", girava nella sua testolina dalle orecchie tese e dagli occhi spenti.
Eliminare le erbacce da aiuole e parchi, era necessario, ma la maggior parte di queste strutture somiglia ora a campi di grano dopo la mietitura: aride stoppie, brutte da vedere e scomode se ci si vuole camminare o far giocare i bambini.
I giochi sono pressoché impraticabili per gli "aghi" che si piantano nei calzini o vanno nelle scarpe.
Lo levi da un calzino e ti si piantano altri due sull'altro, stessa operazione e niente, tac!, tac!, altri "aghi" sul primo calzino appena ripulito, non la finisci più.
Ma allora dillo, penserai tu che leggi, non ti va bene mai niente!
Ci sono le stoppie alte un metro reclami, le tagliano reclami, ma 'sto poro Comune c'ha da fa'.
La risposta è semplice vogliamo che assessori e sindaco facciano la "danza della pioggia", qualcosa migliorerà con l'erbetta che spunterà di nuovo, considerato che l'irrigazione artificiale non c'è o non funziona.
Gianni Uggeri
