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Viterbo CRONACA STORICA

Un altro pezzo di storia viterbese salvata anche grazie alla sensibilità dei responsabili ASL di Viterbo

 

L'architetto Stefano Zucchi, in merito al recupero della semidistrutta Fontana dell'Ospedale Grande degli Infermi, mi invia queste note e foto del restauro effettuato con enorme successo e soddisfazione da lui stesso e dalla ditta Art Novae di Emanuele Ioppolo, mastro scalpellino è stato Luca Costantini, giovane, ma già assai esperto nell'arte.

Responsabile del procedimento l'ingegnere Fabio Micio.

Vedi a fine articolo la galleria fotografica

Lascio ora lo scritto all'architetto Stefano Zucchi per la relazione tecnica e storica complimentandomi per il bel lavoro eseguito specialmente dopo aver veduto le foto di come è stata semidistrutta la fontana con la vasca ridotta in molteplici pezzi. (m.g.)

Ente appaltante: AZIENDA USL VITERBO

LAVORI  DI RESTAURO DELLA FONTANA DELLA PIAZZETTA DELL'OSPEDALE

Progetto esecutivo approvato con delibera n. 1022 del 29-11-2013

NULLA OSTA ALL’ESECUZIONE DEI LAVORI
della Soprintendenza Per I Beni Architettonici
e Paesaggistici per Le Provincie Del Lazio

prot. MBAC –SBAP-LAZ-U-PROT- 0026443 DEL 10-09-2013
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: Arch. Tiziana Farina

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RELAZIONE STORICA FONTANA DELLA PIAZZETTA DELL’OSPEDALE

Inizio lavori 2-04-2014 fine lavori 01-06-2014

RELAZIONE TECNICA
Relativa ai lavori di Restauro della fontana della Piazzetta dell’ospedale  


PROPRIETA': AZIENDA SANITARIA VITERBO


UBICAZIONE
La sua ubicazione all’interno dello spazio urbano creato dall’edifico Ex-Ospedale e dalla parte posteriore di Palazzo Farnese, vi si accede percorrendo Via San Lorenzo attraversando  l’arco a fianco del palazzo Farnese.
L’ospedale fu costruito nel 1571 accentrandovi le rendite dei vari ospizi ed istituti nosocomiali che esistettero in varie epoche.

Il Palazzo Farnese di origine quattrocentesca si ritiene fabbricata da Ranuccio o Alessandro Farnese  che divenne papa col nome di Paolo III.
Le notizie storiche relative alla fontana  sono inedite non essendo stato possibile reperire bibliografia relativa alla costruzione.

L’unica notizia certa è che è stata costruita verso il 1915 in sostituzione di quella originaria, di cui non resta più traccia sul luogo.

Si presume che la realizzazione della fontana e la e della formazione della piazzetta sia stata eseguita contemporaneamente con l’accesso monumentale con rampa da Via di San. Antonio per l’accesso alla Ex-Camera Mortuaria dell’ospedale civile.
Sulla fontana non esiste bibliografia l’unica notizia certa è che risale al 1915, ne sostituisce un’altra di cui non resta più nulla.

Posta in una nicchia con fondo concavo con cornice in massello di peperino bocciardato la vasca e realizzata da una coppa ovale baccellata sostenuta da colonnina arricchita di capitello ionico.

Sul fondo, sopra la coppa, è posto un rilievo raffigurante due leoni ai lati di una palma a cui si appoggiano con una zampa, mentre con le altre due tengono un globo crociato con la scritta F.A.V.L. in ricordo della leggendaria origine di Viterbo dai castelli di una tetrapoli etrusca(Fanum, Arbanum, Vetulonia, Longula).

Le teste dei leoni sono frontali; nelle fauci sono collocati i cannelli dell’acqua; le code sono serpeggianti.

Sulla testata sono due leoni in rilievo affrontati con ilo cannello che getta acqua in bocca, con una zampa tengono la palma e con altre due la sfera col motto F.A.V.L.
Come già riferito in questo luogo esistevano il Palazzo Peroni e la Chiesa di Sant’Anna, ma vi erano anche le atre due chiede di San Donato e di San Gregorio.

Piazzetta all’interno dell’Ospedale civile.

EPOCA
Inizio del secolo XX.

Fontana a nicchia con coppa su sostegno a colonnina. La nicchia, a fondo piatto, è delimitata da una cornice.
La coppa, ovale, con la faccia esterna decorata da baccellature ed il bordo sottolineato da una gola, poggia su un sostegno a forma di colonna ionica. La fontana è posta su un giardino; la nicchia è rifinita ai lati da due strette ali in muratura alte fino all’attacco dell’arco che la delimita.


DESCRIZIONE
Fontana a nicchia con coppa su sostegno  a colonnina. La nicchia, a fondo piatto, è delimitata da una cornice. Sul fondo, sopra la coppa, è posto un rilievo raffigurante due leoni ai lati di una palma a cui si appoggiano con una zampa, mentre con le altre due tengono un globo crociato con la scritta F.A.U.L. Le teste dei leoni sono frontali; nelle fauci sono collocati i cannelli dell’acqua; le code sono serpeggianti.

La coppa, ovale, con la faccia esterna decorata da baccellature ed il bordo sottolineato da una gola, poggia su un sostegno a forma di colonna ionica. La fontana è posta su un giardino; la nicchia è rifinita ai lati da due strette ali in muratura alte fino all’attacco dell’arco che la delimita.

STORIA
La fontana

BIBLIOGRAFIA
La fontana risulta inedita.

Fontana dell’Ospedale

Sull’antistante piazzetta dell’ospedale Grande è una fontana in peperino che risale a circa il 1915.. Posta in una nicchia con cornice, ha una coppa ovale baccellata sostenuta da colonnina arricchita di capitello ionico.
Sulla testata sono due leoni in rilievo affrontati con ilo cannello che getta acqua in bocca, con una zampa tengono la palma e con altre due la sfera col motto F.A.U.L. in ricordo della leggendaria origine di Viterbo.

Come già riferito in questo luogo esistevano il Palazzo Peroni e la Chiesa di Sant’Anna, ma vi erano anche le atre due chiede di San Donato e di San Gregorio.


L’Ospedale

Ritornando sulla via che mette al ponte e voltando sotto l’arco a fianco del palazzo Farnese, si giunge innanzi all’ospedale che fu costruito nel 1571 accentrandovi le rendite dei vari ospizi ed istituti nosocomiali che esistettero in varie epoche nella sua interessantissima opera "Gli ospizi medioevali e l’Ospedal Grande di Viterbo" enumera fino a venticinque documentandone l’esistenza.

Dove si fabbricò l’ospedale sorgeva nel duecento una chiesuola dedicata a San Donato, ed ivi presso ero l’abitazione dei vescovi della città che ebbero il palazzo attuale parecchi anni dopo che era stato abbandonato dai papi.

Nel secolo XVI  il dotto agostiniano viterbese card. Egidio Antonimi già ivi esistente. Nell’atrio dell’ospedale sono murate due epigrafi, una delle quali dice che: essendo Legato in card. Alessandro Farnese.

Il popolo di Viterbo per provvedere al vantaggio dei poveri, costruì dalle fondamenta l’ospedale in luogo più salubre l’anno 1575 ; l’altra, storicamente più interessante, ricorda che per concessione di Papa Pio VII nel novembre del 1807 fu, appunto nell’ospedale di Viterbo, inaugurata la prima scuola clinica che sorgesse nei dominî papali, nec alibi in tota Pontificia dominatione hactenus excitata.

Sul pianerottolo della scala che porta agli uffici di amministrazione, è una tela di qualche pregio, rappresentante il Cristo che dice allo storpio: tolle crabatum tuum et ambula, dipinta dal Nebbia di Orvieto per la cappella del pio luogo nell’anno 1594, e che gli fu pagata scudi centotrenta.

 Referenze
1-Viterbo nei suoi Monumenti –Andrea Scriattoli
2-Le fontane di Viterbo di C.Piana Agostinetti –Fr.Palombi Editore- pag..130-131
3-Fotografie del 2007 della fontana fornite per gentile concessione di Mauro Galeotti e Silvio Cappelli
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