Viterbo CRONACA DISCORSO
Il presidente della Camera di Commercio, Ferindo Palombella
I dati che abbiamo appena ascoltato sono lì a sottolineare gli effetti della più grave e lunga crisi dal Dopoguerra che ha colpito il nostro Paese e quindi la nostra provincia.
Dietro quei freddi e drammatici numeri, seppur utili a dimensionare il fenomeno, ciascuno può rintracciare le molteplici storie a noi familiari di giovani, imprenditori, donne, lavoratori, disoccupati e pensionati ai quali spesso è stata uccisa una speranza, un sogno, un diritto.
E francamente, tanto per essere chiari, i recenti scandali e gli esiti delle inchieste della Magistratura non contribuiscono a elevare il morale di chi sopravvive appena con il sussidio di disoccupazione o ha acceso un prestito per pagare le tasse.
Nonostante ciò sono confortato da quei dati che ci confermano una lenta e costante evoluzione economica di questo territorio, anche se purtroppo non ha potuto beneficiare di quelle opere infrastrutturali che gli avrebbero permesso di recuperare posizioni importanti.
Dietro a questi cambiamenti c’è la tenacia, l’orgoglio e la dignità di migliaia di donne e uomini della Tuscia che non hanno rinunciato alla loro intuizione, a sottoporsi all’ennesimo colloquio di lavoro, a mettere in gioco il patrimonio familiare prima di licenziare un collaboratore o portare i libri in tribunale.
Artigiani, commercianti, agricoltori, industriali, professionisti in questi anni sono stati costretti dagli eventi a imparare a sopravvivere agli annunci e alle promesse, alla stretta sul credito e alle nuove tasse. Hanno imparato a muoversi nella giungla normativa e a distinguere le opportunità dalle perdite di tempo, a investire sulla qualità e a specializzarsi.
L’aver affrontato questa crisi, che guardate bene non è solo economica ma anche delle istituzioni e sociale, ha reso tutti più consapevoli delle proprie capacità e potenzialità, e quindi più forti.
È questa la nostra ricchezza. Quel capitale sociale di cui dobbiamo vantarci che non ha sesso né età, e credo sia oggi qui ben rappresentato in questa platea e anche oltre.
In molti colgono, e io tra loro, un fermento, una vitalità, un dinamismo, un’energia che si manifesta sia nel capoluogo di provincia sia in molti Comuni della Tuscia.
Oggi ci sono esperienze diffuse a tal punto da diventare patrimonio comune: reti di impresa, internazionalizzazione, sinergia con Università, integrazione con Enti locali, innovazione tecnologica, progettazione condivisa, investimenti sulla qualità, green economy, turismo integrato, marketing territoriale, tutela e valorizzazione delle tipicità, premi in concorsi nazionali e internazionali, imprenditoria femminile, comunicazione integrata, social network.
Per dirlo in sintesi è cresciuta la cultura di impresa di cui negli anni scorsi, proprio in occasioni come questa, lamentavamo la necessità e di cui oggi si parla sempre più diffusamente.
Certamente non rinuncerò anche quest’anno a fare la lista della spesa delle priorità e delle opere incompiute…
scherzo…,
ma neanche tanto…
E mi rivolgo soprattutto ai consiglieri regionali: assicuriamo che almeno entro la vostra legislatura si possa realizzare il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia.
Questo percorso evolutivo, che ho avuto il privilegio di vivere non da spettatore, la Camera di Commercio, questa Camera di Commercio, ha svolto un ruolo centrale nell'economia locale, spesso a fari spenti, avendo come priorità il servizio alle imprese, così come previsto dalla riforma n. 580 del 1993 e divenendo a pieno titolo la Camera delle economie e delle imprese.
1In questi anni da subito, partendo dalle esigenze locali e in base alla mission del sistema camerale, ci siamo posti i seguenti obiettivi:
- elevare la competitività delle imprese e l’attrattività del territorio;
- promuovere e tutelare le aziende in Italia e nel mondo;
- migliorare l’innovazione e semplificazione amministrativa;
- svolgere quel ruolo di cerniera tra mondo imprenditoriale e istituzioni.
Un compito non facile, in quanto progressivamente si è andati verso una contrazione delle risorse economiche disponibili. Malgrado ciò, grazie all’impegno dei membri del Consiglio e della Giunta che si sono succeduti, ai segretari generali e dirigenti, ai funzionari e al personale tutto camerale e del CeFAS in questi anni, e lo posso affermare con orgoglio, sono state elaborate strategie, sviluppati progetti, i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti e la cui validità è stata riconosciuta dal sistema camerale nazionale e dalle altre istituzioni che ne ha finanziato la realizzazione, offrendo un contributo concreto alle imprese e al territorio.
Qualche dato:
Sono state seguite gratuitamente dai nostri consulenti 451 imprese, di cui il 16% giovanili e start up.
Tanto per dare il senso dell’utilità di questo lavoro nell’arco di 14 anni solo il 3,5% delle imprese seguite sono cessate, rispetto alle altre che mediamente hanno una mortalità del 20%.
Nell’arco di 15 anni sono stati erogati oltre 2 milioni di euro per certificazioni Soa, qualità, CSR e Green Economy a favore di 900 imprese.
È stato ideato il Marchio Tuscia Viterbese, ormai imitato in tante altre realtà in Italia e che oggi comprende 231 aziende, 20 disciplinari. Una straordinaria opportunità per valorizzare i prodotti tipici di qualità contraddistinti da un brand facilmente riconoscibile. Inoltre sono state realizzate molteplici iniziative di marketing sul territorio e per la prima volta dallo scorso anno si è puntato sul mercato romano attraverso un grande evento nella Capitale denominato Piacere Etrusco che ha registrato in 10 giorni oltre 5.000 presenze.
A tal proposito proprio oggi, concluderemo questo incontro con la cerimonia di consegna del Premio giornalistico Marchio Tuscia Viterbese per riconoscere l'impegno professionale e le capacità di chi ha valorizzato con i propri articoli le eccellenze in campo agroalimentare, artigianale e turistico della provincia di Viterbo.
Rafforzato il ruolo di ente certificatore di Dop e Igp con l’olio Dop Canino e Dop Tuscia, la Castagna Dop di Vallerano, la Nocciola Romana Dop e l’ultima arrivata l’Igp patata Alto Viterbese. Per un totale di 400 aziende iscritte.
Offerto per l’internazionalizzazione un pacchetto di servizi di informazione, consulenza, partecipazioni fieristiche e incoming che ha visto annualmente il coinvolgimento di quasi 300 imprese.
Destinati tra il 2004 e il 2013 oltre 2 milioni di euro per il turismo e il marketing territoriale attraverso manifestazioni fieristiche, incoming, corsi di formazione che solo nel 2013 hanno visto coinvolte oltre 200 imprese.
Tra le attività il progetto di turismo integrato Tuscia Welcome, a cui aderiscono 127 imprese, che coniuga l’offerta ricettiva con le risorse del territorio. In evidenza anche l’attivtà di promozionale svolta con il Coordinamento delle Feste del Vino , Castagna e Olio, che nel 2013 hanno registrato nella Tuscia più di 200mila presenze.
Il progetto ha stimolato progressivamente la qualità dei programmi e il coinvolgimento delle imprese locali, soprattutto del comparto agroalimentare e della ristorazione, fino ai nuovi accordi con le strutture ricettive e tour operator al fine di proporre al mercato offerte complete e più attrattive.
L’Ente camerale si è distinto anche nell’ambito della Regolazione del mercato, soprattutto con l’attività di mediazione-conciliazione, che offre la possibilità di risolvere con rapidità e convenienza le controversie. In dieci anni sono state 1.800 le domande gestite
In ambito formativo, grazie alla specializzazione conseguita in questi anni dal CeFAS, sono stati oltre 5.000 i corsisti, 264 i corsi di formazione, 10 gli istituti scolastici coinvolti annualmente, quasi 700 gli studenti partecipanti.
Sul fronte del credito, è stato compiuto un grande sforzo verso i Confidi locali, erogando 3,6 milioni di euro che generano la possibilità per le imprese di avere a disposizione 72 milioni di euro.
Semplificata anche l’attività amministrativa attraverso l’adozione di procedimenti telematici come la Comunicazione Unica, la firma digitale e i servizi on line quali pratiche per marchi e brevetti e certificati d’origine.
Sempre in tema di semplificazione la Camera di Commercio ha affiancato tutti i Comuni della provincia per l’attivazione dello Sportello Unico Attività Produttive, la formazione del personale e l’assistenza amministrativo-giuridico. Significativa la delega alla Camera di Commercio, da parte di 22 Comuni, della gestione del Suap.
Tutto ciò s’inquadra in una logica di sistema camerale che ci vede interconnessi con altre 104 Camere di Commercio, 19 Unioni Regionali, 117 sedi distaccate, 16 Centri Estero, 60 Camere di Commercio Italiane all'Estero, 129 Aziende Speciali, 71 Eurosportelli, oltre mille partecipazioni in infrastrutture, società, consorzi ed altri organismi. Una rete nazionale e internazionale a servizio delle imprese, delle istituzioni e dei territori la cui azione è ispirata da valori quali trasparenza, sviluppo delle risorse umane, partecipazione, cooperazione, innovazione, sussidiarietà e semplificazione.
In tal senso proprio nei giorni scorsi, ospitando in questa sede un incontro della Regione Lazio con Enti locali e Associazioni di categoria sui Fondi europei. ho espresso apprezzamenti per l’indirizzo scelto dall’intera giunta Zingaretti nell’individuare nelle Camere di Commercio l’interlocutore in grado di fare sintesi funzionale del tessuto economico locale.
Non solo, quindi, indispensabili per lo svolgimento di servizi amministrativi che regolano la vita delle imprese, ma soprattutto organismi di prossimità per le imprese e gli enti locali, capaci di collocarsi al di sopra di interessi particolari.
Il mio auspicio è che le Camere di Commercio possano continuare a costituire un valido partner della Regione Lazio, degli Enti locali e delle istituzioni tutte, ma soprattutto delle imprese per lo sviluppo del sistema economico locale.
