Orte Scalo CRONACA FANTASTICA

Nell’ambito delle iniziative culturali inserite nel programma dei festeggiamenti per le feste patronali di Sant’Antonio di Padova, domenica 8 giugno alle ore 17 presso il Centro di Aggregazione Sociale, Palazzo di vetro, di Orte Scalo si svolgerà la Conferenza “Il lago Vadìmone e altre credenze popolari ortane”  a cui interverranno il dott. Vincenzo Cherubini, poeta  e studioso del dialetto, il prof. Enrico Fuselli, saggista e storico, il sig, Vladimiro Marcoccio, cultore di storia locale, con moderatore il dott. Stefano Stefanini, direttore del periodico “Il Centro Italia”  e vice direttore di newtuscia.it.

 

L’appuntamento culturale rivolto  agli appassionati di storia e di tradizioni popolari di tutte le età  farà il punto, anche con l’ausilio di una ricca rassegna di immagini curate dagli autori, della storia millenaria del Lago Vadimone, delle leggende e delle credenze popolari sorte sul misterioso specchio d’acqua, oggetto di autorevoli descrizioni storiche a partire  dai  classici autori latini come Plinio il Vecchio, le descrizioni di rarissimi  fenomeni naturalistici dello storico del ‘500, Lando Leoncini,  sino alle ultime eruzioni descritte nel 1907 e nel 1917, da  Venturino Sabatini  che venne inviato ad Orte dal Regio Comitato Geologico per lo studio  di questi fenomeni. 

L’area naturalistica ed archeologica rappresenta un anello d’acqua nel verde  della pianura solcata dall’Autosole presso Orte . Il Lago Vadìmone  richiama le battaglie etrusco-romane del IV sec. a.C.  e recentemente è stato oggetto di un progetto di valorizzazione  con fondi europei.

Dall’uscita autostradale di Orte, percorrendo la statale ortana si giunge  nei pressi del Tevere al piccolo lago perfettamente circolare,  che oggi è di dimensioni molte più ridotte rispetto ai secoli  passati.  Saranno evidenziate le caratteristiche ambientalistiche e storico-archeologiche dello specchio d’acqua. Diverse sorgenti sulfuree fanno confluire  le loro acque lattiginose che conferiscono anche alla zona circostante una tonalità biancastra, varie testimonianze storiche riportano il colore straordinariamente mutevole e per questo la considerazione dei poteri magici delle acque del luogo.

Le folte piante del lago, fondendosi con i depositi minerali delle acque, hanno formato degli isolotti galleggianti sempre di maggiori dimensioni.  Lo storico latino Plinio il Vecchio, nella sua “Naturalis Historia” riferisce questo fenomeno di aggregazione di detriti e vegetazione che ha dato origine nel Lazio ad altre isole galleggianti nate  all’interno di piccoli laghi come quello di Cotilia, presso Rieti, del lago Fibreno (Frosinone) o quello di Fondi, in provincia di Latina.

Il lago Vadìmone era sacro agli Etruschi, ed i Romani vi immergevano con particolari riti propiziatori le armi per renderle invincibili. Nei pressi del lago tra il 306 ed il 281 a.C. i Romani sconfissero gli Etruschi  in modo definitivo, con l’affermazione del potere di Roma e la conseguente caduta della potenza etrusca.

Enrico Fuselli  Vincenzo Cherubini e Vladimiro Marcoccio illustreranno le credenze  popolari  desumibili da opere storico letterarie e poetiche prodotte nei secoli passati e tramandatesi tra generazioni in modo speciale nelle tradizioni orali, in qualche caso in opere pittoriche e poetiche .  Stefano Stefanini riporterà le tradizioni popolari  illustrate in recenti opere storiche e poetiche di autori come, tra gli altri,  Alessandro Camilli, Delfo Gioacchini, Cipriano Sonaglia, Amleto Di Marcantonio,  Ildo Santori, Mario Pucci e Abbondio Zuppante.

L’iniziativa  di domenica 8 giugno costituisce in qualche modo  un invito al recupero dei Valori legati alla tradizione del linguaggio e delle tradizioni popolari, consolidatesi nei secoli scorsi, legati alla vita, alle conoscenze,  alla storia, alla dimensione comunitaria, familiare e religiosa della nostra città è rivolto in particolar  modo ai giovani e al mondo della scuola e della cultura.

La straordinaria importanza del messaggio delle tradizioni del popolo,  nel linguaggio, dotto o popolare,  tramandate nei secoli  viene confermata dall’attività di ricerca  storico-sociologica:  l’importanza del valore delle tradizioni di una comunità cittadina bimillenaria, come quella di Orte, assume la stessa importanza  del suo patrimonio storico-archeologico .

Tradizioni e credenze del popolo che costituiscono uno straordinario  coacervo di passioni,  sentimenti e valori che ci rendono intimamente  legati alle radici culturali della città.

Stefano Stefanini