Viterbo CRONACA
Stefano Aviani Barbacci

L’ex spia sovietica (e agente doppio) Serghei Skripal con la figlia Yulia, al centro di un controverso caso di tentato avvelenamento a Salisbury
Che fine hanno fatto Serghei e Yulia Skripal? Pare che non siano più a Salisbury e di loro sui giornali non si parla più…
L’interesse per questo “caso” si è spento da quando il governo inglese non è stato capace di mostrare le prove che gli Skripal fossero stati avvelenati per ordine di Mosca. Non solo, qualcuno sostiene che i due (ora in migliori condizioni di salute) non siano stati avvelenati con 50-100 mg di Novichok (un potentissimo aggressivo chimico per uso militare d’epoca sovietica) ma narcotizzati con del Fentanyl (un formidabile oppioide di facile reperibilità sul mercato inglese e americano).
Come ha spiegato a Sputnik Leonid Rink, il chimico che negli anni ’70 aveva sintetizzato la temibile sostanza, 50-100 mg di Novichok (o “sostanza da combattimento A-234”) rappresentano una quantità sufficiente a sterminare l’intera popolazione di Salisbury. Ciò nonostante l’ex spia Skripal e sua figlia sono sopravvissuti all’attacco e sono anche prontamente guariti. Ora sembra che si siano dileguati senza lasciare tracce e ciò malgrado che fossero sorvegliati giorno e notte da Scotland Yard.
Con la scomparsa degli Skripal non è più possibile alcuna inchiesta e diventa difficile pervenire a una conclusione certa riguardo all’attendibilità della versione ufficiale. Il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov (in un’intervista esclusiva a Panorama ripresa in parte da Sputnik) ha definito tale fuga un “fatto assolutamente inaccettabile”, ipotizzando un sequestro da parte dei servizi segreti britannici funzionale (come lui ha detto) a sostituire al contributo professionale di esperti le vuote dichiarazioni dei politici.

Il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov noto per lo stile sempre misurato e rispettoso, ha protestato con forza alla notizia della scomparsa degli Skripal
Che la sostanza fosse non il Novichok ma il Fentanyl lo si ricava da un’autorevole fonte ufficiale: il servizio sanitario britannico (NHS) pubblica un notiziario, il Clinical Service Journal (CSJ), che offre dei report periodici sugli eventi clinici di maggior rilievo e che ha riferito di un “major incident” occorso a Salisbury il 5 Marzo “after two patients were exposed to an opioid”, specificando poco oltre che le due vittime erano state “exposed to the drug Fentanyl in the city centre”. Non i russi, dunque, ma i medici inglesi hanno subito parlato di Fentanyl…
Un’interpretazione assai imbarazzante per le autorità… e dunque, il 26 Aprile, il testo del Clinical Service Journal è stato “corretto” in modo da offrire una versione meno difforme da quella ufficiale (il termine Fentanyl è scomparso e l’esposizione a un oppioide è presentata ora con minore enfasi). Il testo veniva modificato non in una data qualsiasi, ma poco dopo che Dyliana Gaytandzhiev, una nota giornalista investigativa d’origine bulgara, aveva messo in evidenza la non compatibilità della notizia pubblicata dal suddetto notiziario con la versione propagandata dal governo di Londra.
Gli interventi sopravvenuti sul testo del Clinical Service Journal del 5 Marzo, come evidenziati dalla Gaytandzhiev: in blu e verde le parole aggiunte, in giallo quelle tolte
Correggere i testi già pubblicati sembra che sia diventata una pratica frequente in Gran Bretagna. Il 22 Marzo, un tweet del Foreign Office aveva attribuito in maniera incontrovertibile a Mosca la responsabilità del tentato avvelenamento degli Skripal. Queste le parole: “Analysis by world-leading experts at the Defence Science and Technology Laboratory at Porton-Down made clear that this was a military-grade Novichok nerve agent produced in Russia”.
Ma, come si è compreso poi anche dal dibattito parlamentare, il governo inglese non aveva alcuna prova, né vi erano (a dispetto di quanto scritto dal Foreign Office) “esperti di fama mondiale” (world-leading experts) che avessero dimostrato alcunché… Dunque, una tempesta politica si abbatteva sullo scalmanato Boris Johnson, il bizzarro ministro degli esteri inglese, che, il 4 Aprile, pensava bene di far sparire quella clamorosa ed avventata dichiarazione.
Il caso Skripal, dunque, sembra rivelarsi un false flag, confezionato in ambienti prossimi al governo britannico con l’evidente obiettivo di trascinare l’Occidente in una politica insensatamente aggressiva nei confronti della Russia. Da parte sua Mosca ha giustamente osservato che gli inglesi non hanno ancora mostrato, dopo un mese, alcuna prova dell’uso di armi chimiche a Douma (17 testimoni, nel frattempo, hanno testimoniato all’Aja contro la veridicità di questo attacco), e tuttavia pretendono d’essere creduti se dicono di avere trovato, dopo un solo giorno, le prove certe del coinvolgimento russo nell’ancor più improbabile attentato chimico di Salisbury.
RIFERIMENTI
La notizia pubblicata dal CSJ il 5 Marzo e ritoccata il 26 Aprile.
Dyliana Gaytandzhiev su Twitter
https://twitter.com/dgaytandzhieva/status/989839702491586561
Leonid Rink sulla potenza del Novichok
La reazione di Lavrov alla notizia della scomparsa degli Skripal
https://it.sputniknews.com/mondo/201805035962002-skripal-rifiuto-autorita-britanniche-lavrov-accusa/
La scomparsa del clamoroso tweet del Foreign Office
http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/05/skipral-e-il-tweet-sparito-loccidente-delle-fake-news/
