Viterbo LIBRI

Desiderio d’amore e paura della morte, analfabetismo del lutto e senso di solitudine ai tempi del consumismo.
Quale spazio per magia e pensiero selvaggio nel contesto di una società post industriale? Uomo e donna, destino e autodeterminazione, tradimento, “guerra” dei generi e voglia di rinascita: l’umanità di oggi “letta” in una palla di vetro...
Antonello Ricci intervista la sensitiva Sharon, al secolo Barbara Perelli.
Presentazione del libro Lo scrigno di Sharon, Effigi Edizioni, Arcidosso 2016.
L’appuntamento è per
sabato 4 febbraio ore 17.00 alla libreria Etruria in via Matteotti (Viterbo). Sarà presente l’editore Mario Papalini.
Un libro da cui le donne escono (quasi) infinitamente meglio degli uomini...
Così Sharon rievoca l’inizio del suo percorso: «Ho iniziato ad avere le prime “sensazioni” verso i 10 anni: ero ancora una bambina ma riuscivo già a percepire piccole cose che sarebbero accadute nell’ambito familiare. Nonostante mia madre cercasse in tutti i modi di dissuadermi e di allontanare dalla mia mente tali percezioni, non riuscivo a evitare che accadessero.
Mi sono così avvicinata sempre più al mondo dell’occulto, finché ho deciso, verso i sedici anni, di approfondire attraverso dei corsi specialistici. Decisi a quel punto che quella che era inizialmente solo una vocazione sarebbe diventata anche una professione. Così, all’età di diciotto anni, ho lasciato la mia città natale, Roma, per trasferirmi a Capodimonte dove tutto è iniziato.»
Alcuni ringraziamenti importanti: «Un grazie particolare va alla mia amica Sara Manetti, senza la quale non avrei potuto scrivere questo libro. Ringrazio inoltre la scrittrice Giuseppina Scotti e l’editore Mario Papalini.»
