
Vittoria Tassoni Food Blogger, Slow Food cuoca dell’Alleanza, condotta di Viterbo
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Il fico è il falso frutto (siconio) della pianta Ficus carica che matura da luglio a settembre. Ne esistono molte varietà sia per forme che colori e nell’area mediterranea si ha la più grande concentrazione delle diverse specie.
La specie Ficus carica ha due sottospecie:
- Ficus carica sativa fiori ( fico domestico);
- Ficus carica caprificus ( fico selvatico o caprifico),
che possiamo definire semplicemente maschio e femmina, anche se la distinzione sarebbe molto più complessa.
Questi deliziosi frutti, particolarmente dolci al palato, sono ricchi di proprietà nutritive importanti per il nostro organismo.
Possono essere consumati freschi, quando è stagione, secchi nel resto dell’anno e cotti nelle varie confetture, gelatine e conserve.
Il frutto del fico fresco apporta per 100 g di prodotto solo 50 calorie, ma ben diverso è il fico secco che di calorie ne apporta ben 249 per 100 g.
È un frutto molto ricco di vitamine, sali minerali, calcio, antiossidanti polifenoli, ed ha proprietà antinfiammatorie e potere lassativo, soprattutto se si esagera con il consumo.
Le varietà di fichi sono tante e le più comuni sono:
- il Dottato con la buccia verde chiaro, utilizzato per ottenere dei fichi secchi;
- il Brogiotto molto comune, con buccia tendente al viola;
- il Verdino è il più diffuso, buccia verde, polpa rossastra e molto dolce.
Tra queste varietà di fichi ci sono alcuni Presidi Slow Food come il:
- Monnato di Prigliano Cilento, presidio Slow Food;
- Mandorlato di San Michele salentino, fa parte dell’Arca del Gusto Slow Food;
- Secco di Carmignano, presidio Slow Food della provincia di Prato;
- Secco reale di Atessa, seccati interi o tagliati a metà poi farciti con un gheriglio di noce,presidio Slow Food;
Il frutto del fico è molto versatile in cucina. Anche se è molto dolce si accompagna bene anche al salato. A conferma di questo il detto: “pizza e fichi “, un connubio che sta a significare che non è una cosa da poco. Il frutto del fico può infatti essere usato anche con la selvaggina, per accompagnare i formaggi e il prosciutto crudo.
Può essere congelato quando ce n’è in abbondanza e una volta scongelato può essere usato per preparare confetture, dolci o crostate.
Non c’è da stupirsi che questo meraviglioso frutto che con le sue foglie coprì le nudità di Adamo ed Eva, fosse presente in abbondanza sulle tavole degli Etruschi e dei Fenici, come su quelle dei Romani, come testimoniano gli scritti di Plinio il Vecchio e di Platone.
Ho pensato a questa ricetta per poter catturare tutta la bontà dei fichi, anche se nel mio blog ne troverete molte altre: Ricetta dei fichi caramellati.
I fichi caramellati possono essere utilizzati per decorare dolci, sopra una panna cotta, abbinati ai formaggi, oppure mangiati come dessert così come sono, e… con una pallina di gelato.
Fichi caramellati
Ingredienti
- 1 Kg di fichi non troppo maturi, ben sodi e con buccia integra
- 300 g di zucchero
- un limone non trattato
- un pezzetto di cannella
- 1 cucchiaio di rum (facoltativo)
Preparazione
- pulisci bene i fichi senza sbucciarli;
- disponi in una casseruola oppure in una teglia;
- cospargi con lo zucchero e distribuisci sopra il limone tagliato a fettine e privato dei semi;
- cuoci a fuoco bassissimo senza mai mescolare;
- trascorse circa 2 ore controlla la cottura dello sciroppo se lo sciroppo di zucchero avrà una colorazione ambrata i fichi caramellati sono pronti;
- invasa i fichi;
- passa lo sciroppo per togliere le stecche di cannella;
- versa ancora bollente sopra i fichi e tappare immediatamente;
- non occorre sterilizzare.
Questa ricetta non contiene allergeni.
