
(Selezione di notizie a cura di Paolo D’Arpini – Fonti: Times of Israel, Sputnik, Aurorasito, No-war Roma, UNAC)
Quello che accade a Gerusalemme e nella Striscia di Gaza appare il tentativo disperato di Netanyahu di mantenere la carica di primo ministro, data la situazione politica interna fallimentare, istigando provocazioni con lo sgombero dei palestinesi e attaccando i credenti musulmani per provocare la reazione dei palestinesi, e presentare la cosa come “autodifesa di Israele” e con la scusa di “manifestazione contro l’aggressione estera” ottenere il rimpasto del governo in cui Netanyahu rimanga primo ministro evitando il processo per corruzione che inizierebbe dopo che avrà lasciato l’incarico.