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Viterbo STORIA
Stefano Aviani Barbacci

 

Militari siriani esultano per l’avanzata vittoriosa nella provincia di Daraa.

Le ultime settimane hanno visto l’Esercito Arabo-Siriano (SAA) recuperare importanti aree di territorio a ridosso del confine con la Giordania e presso il Golan occupato da Israele.

Un lavorio politico-diplomatico deve aver accompagnato queste operazioni militari perché non vi sono state reazioni significative da parte degli Stati Uniti (o della Giordania) e neppure da parte di Israele. E questo nonostante che la rappresentante USA all’ONU Nikki Haley e il premier israeliano Benjamin Netanyahu avessero minacciato dure rappresaglie se l’esercito di Damasco si fosse spinto verso il sud, nella provincia di Daraa e verso il Golan. Un'altra delle giravolte cui ci ha abituato Donald Trump?

Anzi, il Pentagono ha avvertito i miliziani US-backed schierati nel sud della Siria di non far conto sul sostegno americano in caso di offensiva siriana. La resa di alcuni gruppi armati lascia intravedere una perdita di fiducia tra le fila dei jihadisti e si parla di una trattativa mediata dal Russian Center for Reconciliation in Syria per arrivare al cessate il fuoco a Daraa. Sembra poi confermato l’incontro bilaterale (molte volte rinviato) tra il presidente della Federazione Russa e quello degli Stati Uniti che dovrebbe svolgersi in qualche località della Finlandia.

Alcune notizie più recenti sembrano aprire a una prospettiva fino a ieri insperata: (1) i Turchi hanno annunciato il ritiro “graduale” da Afrin, il che significherebbe la restituzione di alcuni territori nel nord della Siria ora occupati dai militari di Ankara e dai miliziani del FSA; (2) i Curdi stanno trattando un accordo che consentirà alle truppe siriane di passare l’Eufrate e riprendere il controllo di Raqqah, con ciò la parte est della Siria tornerebbe sotto Damasco in cambio di un’ampia autonomia per i Curdi e di una loro partecipazione allo sfruttamento delle risorse petrolifere locali.

 

Un KA-52, sofisticato elicottero da combattimento che Mosca inizia a riportare a casa.

Come più volte si è detto, la fine del conflitto siriano necessita di un ampio accordo politico. Il ruolo dei gruppi armati è ormai residuale ed il vero ostacolo alla riunificazione del Paese (e alla fine delle ostilità) è piuttosto la presenza dei Turchi nel nord del Paese (tra Afrin e Manbji) e degli Americani (e dei Francesi) a est dell’Eufrate. Dunque, le notizie di un possibile ritiro dei Turchi e di un accordo tra i Siriani e i Curdi (le SDF curdo-americane) lasciano sperare in una trattativa in corso per una soluzione concordata del conflitto.

Sono forse parte della trattativa la riduzione del contingente russo in Siria di cui si è avuta conferma in questi giorni. Si parla anche di una trattativa con la Giordania (e dunque con gli USA) per ripristinare un controllo sul confine siro-giordano, ciò lascia intendere il possibile ritiro dei gruppi armati concentrati nell’area di Al Tanf (in Siria) sotto il controllo USA. Persino Israele sembra aver riconosciuto la vittoria di Bashar Al Assad e si parla di un accordo, mediato ancora da Mosca, che concede l’arretramento a 80 km dal confine siro-israeliano dei volontari sciiti filo-iraniani.

Dietro il pericoloso show del muro contro muro che ha monopolizzato (forse ad arte) l’attenzione dei media ed è servito ad intimidire gli alleati dubbiosi, gli USA stanno verosimilmente trattando col fine di disimpegnarsi da un conflitto da loro stessi provocato e la questione decisiva non può che essere un accordo con la Russia sul futuro della Siria. Le notizie di questi giorni (ed il loro carattere simultaneo) non si spiegano se non ammettendo che sia in corso un negoziato di vasta portata che coinvolge gli USA, la Turchia e gli altri attori (statuali e non) di questo conflitto. Speriamo bene…

RIFERIMENTI

L’avanzata siriana verso Daraa rallenta per dare tempo alla mediazione russa.

http://www.vietatoparlare.it/lesercito-siriano-avanza-rapidamente-nella-provincia-di-daara-grazie-anche-alla-mediazione-russa/

Sarà in Finlandia l’atteso incontro tra Putin e Trump

https://it.sputniknews.com/mondo/201807036192534-media-finlandesi-possibili-luoghi-incontro-putin-trump-incontro-helsinki/

La trattativa tra la Siria e i Curdi sul futuro della Siria Orientale

https://www.almasdarnews.com/article/exclusive-syrian-govt-meets-with-us-backed-forces-in-western-raqqa/

La trattativa tra la Giordania e Mosca sul controllo del confine siro-giordano

https://southfront.org/jordan-to-hold-talks-with-russia-over-situation-at-syrian-jordanian-border/

 

 

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