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Viterbo STORIA VISSUTA E... UNA RICETTA
Maria Antonietta Ellebori

Se la settimana è stata particolarmente pesante, se ti sei svegliato/a maldisposto/a e contrariato/a, leggi questo “spaccato” di quotidianità del dopoguerra; il confronto con l’attuale ti farà sentire più leggero/a e ritornerà il buonumore.

Al mare con pizza rossa ed acciughe

Per noi bambini del dopoguerra, l’estate iniziava dal giorno dopo la chiusura della scuola.

Veio STORIA
Micaela Merlino

Tomba delle Anatre

Nel 2006 nel “Parco Archeologico di Portonaccio” a Veio durante un’operazione del “Nucleo Patrimonio Artistico” dei Carabinieri, fu rinvenuta la “Tomba dei Leoni ruggenti” un sepolcro a camera datato tra il 700 e il 690 a.C., scavato nel tufo e preceduto da un lungo dromos con banchine laterali.

Viterbo STORIA

La Chiesa di santa Maria in Gradi dopo i bombardamenti aerei, infatti, fu colpita il 17 marzo 1944 e nella notte tra il 24 e 25 maggio 1944. Oggi l'interno, coperto dal tetto, è invaso da ponteggi edili per restauri che non si sa quando inizieranno

Il sito del Ministero dei Beni culturali propone la storia della Chiesa di santa Maria in Gradi di Viterbo, semidistrutta dai bombardamenti aerei durante la Seconda Guerra Mondiale, e siccome ritengo pochi ne conoscano la storia, oppure fanno accessi al sito, mi è parso opportuno riproporre l'articolo storico redatto da Renzo De Simone. (m.g.)

Viterbo LA STORIA DI VITERBO
Mauro Galeotti (dal libro L'illustrissima Città di Viterbo)


Torrione presso Via Giuseppe Signorelli nel 1950, lungo le mura da Porta Fiorentina a Porta Bove

Prime notizie della costruzione del tratto di mura che va da Porta Fiorentina a Porta Bove si hanno nel 1208 allorquando «Li Viterbesi […] cinsero il Piano di S. Faustino», così scrive Niccolò della Tuccia, tratto che raggiungeva e superava l’attuale fornice di Via Giuseppe Signorelli. Qualche anno dopo, nel 1215, «Fu facto el muro sopra la porta di Buove et il circuito et el piano di Sancto F[a]ustino», così riferisce il cronista Francesco d’Andrea.

Villa san Giovanni in Tuscia STORIA
Micaela Merlino

Agli Etruschi piacevano i miti greci, racconti pieni di avventure e di lotte, dove la fortuna si alternava alla sventura, aventi come protagonisti eroi audaci e coraggiosi, ma anche vulnerabili, divinità benevole, ma più spesso invidiose e vendicative, ed esseri umani dalle facoltà particolari o eccezionali, impegnati in imprese rischiose.

I comunicati inviali
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