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Viterbo STORIA Pochi lo conoscono, niente affatto i nostri amministratori, ovvio che non era un brigante, ma un personaggio che Viterbo dovrebbe onorare, invece nemmeno una viuzza dedicata a lui, leggi chi era
Mauro Galeotti

 

La Fortezza da Basso a Firenze aveva a che fare con Pier Francesco?

Nel 1925 il Consiglio comunale di Viterbo decise che la strada che univa via delle Belle con Via san Leonardo, fosse intitolata a Pier Francesco Florenzuoli, noto architetto militare viterbese (1470 c. - 1534), ma fu in seguito intitolata a Tommaso Carletti.

Villa san Giovanni in Tuscia STORIA Particolare plauso merita il mecenatismo locale, nato da una importante presa di coscienza circa la necessità di interventi reali e concreti a favore di beni culturali poco conosciuti
Micaela Merlino, archeologa

 

Nel centro storico di Villa San Giovanni in Tuscia, piccolo borgo a pochi chilometri da Vetralla, sorge la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, la cui costruzione fu voluta, patrocinata e in parte finanziata dall’Arciprete Don Camillo Fabri, che ne affidò il progetto all’architetto-capomastro viterbese Giuseppe Prada.

Il 29 maggio 1726 fu solennemente consacrata dal Vescovo di Viterbo Adriano Sermattei.

All’interno si trovano cinque pale d’altare: quella dell’altare maggiore, raffigurante la Natività di San Giovanni Battista, Patrono del paese, e quelle degli altari laterali, rispettivamente le Anime del Purgatorio, Sant’Albano e S. Benedetta, Compatroni, il Transito di S. Giuseppe, Sant’ Egidio e Sant’ Antonio Abate.

A causa del trascorrere del tempo le tele versavano in condizioni piuttosto critiche, soprattutto perché sulle loro superfici si erano accumulati strati di polvere che ne avevano compromesso persino la leggibilità.

Civita Castellana STORIA
Gianfranco Lelmi
tratto da http://www.ferroviaromanord.altervista.org/una_terribile_disgrazia_dimenticata.htm

La linea ferroviaria della Roma nord, più simile ad una linea tramway, quindi con velocità contenuta, non lascia certamente immaginare che il 15 novembre del 1943 fu oggetto di un disastro ferroviario di proporzioni incredibili: oltre cento morti.

Viterbo STORIA Ma che vergogna, dinanzi ai turisti, dinanzi a noi Viterbesi, dinanzi a loro... amministratori, le foto sono tratte da Viterbo Civica su Facebook, scattate da Lucio Matteucci, uno dei pochi che difende Viterbo dai... barbari
Mauro Galeotti

Secondo te che stai davanti a queste due foto, devo scrivere qualcosa?
Sono un articolo le due foto da sole, allora leggi la storia della fontana
almeno sai qualcosa in più della nostra antica Viterbo

(Foto di Lucio Matteucci da Viterbo Civica su Facebook)

Fontana Piccolomini in Via san Pietro, avanti Porta san Pietro

Sulla sinistra del Palazzo dell’Abbazia è la testata, con deliziosi fregi, di una elegante fontana detta Fontana Piccolomini, da far risalire alla metà del XV secolo.

Viterbo STORIA Il contesto storico che spiega le ragioni dell’elezione di Papa Alessandro IV e i motivi per cui egli trasferì la sede papale a Viterbo
Alessandro Gatti

 

«Ed il Popolo Romano, a cui fu molto ben affetto, prese la di lui testa, la rinchiuse in un bel vase di marmo, collocato su di una colonna nella piazza di Campidoglio, ed in certo modo l'ebbe in grande venerazione. » (Vitale, op. cit. pag. 120)

Così la storia consegna alla memoria l’operato di Brancaleone degli Andalò, dipartito a miglior vita nel 1258, ed attivo oppositore dello strapotere baronale a Roma.

Chiamato più volte dal Comune dell’Urbe, prima come Senatore e poi come Capitano del Popolo, Brancaleone organizzò, nella metà del Duecento, l’opposizione alle politiche baronali che tanto minavano la credibilità e la legittimità delle istituzioni ufficiali.

Viterbo STORIA Il chiostro è in stile ogivale, sorretto da ben centosessanta colonnine binate di marmo bianco
Mauro Galeotti (dal libro "L'illustrissima Città di Viterbo", Viterbo, 2002)



I carcerati eseguono lavori di ripristino del chiostro del Convento di santa Maria in Gradi
iniziato verso il 1256, ne furono architetti Nicola Pisano e il figlio Giovanni

(foto F.lli Sorrini - Viterbo)

Primo chiostro duecentesco

Del primo chiostro si ha notizia in una dispersa epigrafe latina sormontata dall’aquila scaccata, stemma dei conti di Segni, di cui faceva parte papa Alessandro IV, e che Scriattoli crede trascritta da altra anticamente ivi esistente, vicino alla porta battilora del chiostro:
«Claustrum hoc quod cernis ad Dominicanae / religionis commodum et decorem Alexander / papa IV qui et ecclesiam consecravit, aedificari iussit, circa annum Domini MCCLVI».

Soriano nel Cimino STORIA La Ferrovia Roma Nord, forse non molti lo sanno, salvò gli abitanti di Roma dalla fame
Gianfranco
Lelmi

Il palo della elettrificazione della ferrovia Roma Nord colpito dai proiettili durante la Seconda guerra mondiale

Per comprendere cosa successe a Soriano nel Cimino durante gli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale, gli elaborati della Biblioteca di Soriano al Cimino di seguito menzionati, sono una fonte notevole di notizie che ci fanno ben comprendere con cruda realtà, cosa succedeva ed il tipo di vita che conduceva la popolazione durante quei tragici periodi.

Viterbo STORIA Due personalità dall’elevato spessore politico e dal moderno approccio diplomatico
Alessandro Gatti

 

Federico II di Svevia

Quando il sovrano indiscusso del Sacro Romano Impero Germanico, nel 1252, passava a miglior vita, il vuoto di potere che lasciava offriva un’occasione unica alla Chiesa di Roma per poter rientrare nel possesso della sua influenza politico territoriale.

Alla morte di Federico II di Svevia, tra i suoi numerosi discendenti, Corrado IV figlio di Iolanda di Gerusalemme, pareva essere quello predestinato a succedere il padre nel controllo totale dei suoi possedimenti, dal momento che già dal 1237 era stato creato Re di Germania.

Lubriano STORIA Verso libero anisosillabico in rima baciata
Fabrizio Manili

Lubriano nel 1940 circa (Archivio Mauro Galeotti)

Come che fue che li Jovini de la “Confraternita de la Fava” (nomata in isto modo pe la frequente citatio del li suoi omini ne la metafora priapesca), condussero lo popolo di Lubriano a la difesa de lo Pianoro fra li Calanchi, in Anno Domini MCCIII

Viterbo STORIA E' questa la guerra alla quale sinora si è meno dedicata attenzione persi come eravamo dietro ai miti del fascismo della guerra liberatrice e vittoriosa
Luciano Osbat

 
Viterbo, Porta Fiorentina,
25 febbraio 1915, il 60° reggimento fanteria
parte per il fronte
Archivio Mauro Galeotti
 
Il vivace incontro che si è svolto martedì 17 maggio nella Sala delle biblioteche del Centro diocesano di documentazione (a Palazzo papale) ha visto la partecipazione di diversi studiosi laici ed ecclesiastici che si occupano delle ripercussioni della Prima Guerra Mondiale nel nostro territorio.

Si scopre così che mentre centinaia di migliaia di soldati si battevano e morivano al fronte, altre centinaia di migliaia di civili si mobilitavano, soffrivano e qualche volta morivano per le conseguenze della guerra combattuta sulle Alpi e sul Carso.

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