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Viterbo STORIA Il chiostro è in stile ogivale, sorretto da ben centosessanta colonnine binate di marmo bianco
Mauro Galeotti (dal libro "L'illustrissima Città di Viterbo", Viterbo, 2002)



I carcerati eseguono lavori di ripristino del chiostro del Convento di santa Maria in Gradi
iniziato verso il 1256, ne furono architetti Nicola Pisano e il figlio Giovanni

(foto F.lli Sorrini - Viterbo)

Primo chiostro duecentesco

Del primo chiostro si ha notizia in una dispersa epigrafe latina sormontata dall’aquila scaccata, stemma dei conti di Segni, di cui faceva parte papa Alessandro IV, e che Scriattoli crede trascritta da altra anticamente ivi esistente, vicino alla porta battilora del chiostro:
«Claustrum hoc quod cernis ad Dominicanae / religionis commodum et decorem Alexander / papa IV qui et ecclesiam consecravit, aedificari iussit, circa annum Domini MCCLVI».

Soriano nel Cimino STORIA La Ferrovia Roma Nord, forse non molti lo sanno, salvò gli abitanti di Roma dalla fame
Gianfranco
Lelmi

Il palo della elettrificazione della ferrovia Roma Nord colpito dai proiettili durante la Seconda guerra mondiale

Per comprendere cosa successe a Soriano nel Cimino durante gli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale, gli elaborati della Biblioteca di Soriano al Cimino di seguito menzionati, sono una fonte notevole di notizie che ci fanno ben comprendere con cruda realtà, cosa succedeva ed il tipo di vita che conduceva la popolazione durante quei tragici periodi.

Viterbo STORIA Due personalità dall’elevato spessore politico e dal moderno approccio diplomatico
Alessandro Gatti

 

Federico II di Svevia

Quando il sovrano indiscusso del Sacro Romano Impero Germanico, nel 1252, passava a miglior vita, il vuoto di potere che lasciava offriva un’occasione unica alla Chiesa di Roma per poter rientrare nel possesso della sua influenza politico territoriale.

Alla morte di Federico II di Svevia, tra i suoi numerosi discendenti, Corrado IV figlio di Iolanda di Gerusalemme, pareva essere quello predestinato a succedere il padre nel controllo totale dei suoi possedimenti, dal momento che già dal 1237 era stato creato Re di Germania.

Lubriano STORIA Verso libero anisosillabico in rima baciata
Fabrizio Manili

Lubriano nel 1940 circa (Archivio Mauro Galeotti)

Come che fue che li Jovini de la “Confraternita de la Fava” (nomata in isto modo pe la frequente citatio del li suoi omini ne la metafora priapesca), condussero lo popolo di Lubriano a la difesa de lo Pianoro fra li Calanchi, in Anno Domini MCCIII

Viterbo STORIA E' questa la guerra alla quale sinora si è meno dedicata attenzione persi come eravamo dietro ai miti del fascismo della guerra liberatrice e vittoriosa
Luciano Osbat

 
Viterbo, Porta Fiorentina,
25 febbraio 1915, il 60° reggimento fanteria
parte per il fronte
Archivio Mauro Galeotti
 
Il vivace incontro che si è svolto martedì 17 maggio nella Sala delle biblioteche del Centro diocesano di documentazione (a Palazzo papale) ha visto la partecipazione di diversi studiosi laici ed ecclesiastici che si occupano delle ripercussioni della Prima Guerra Mondiale nel nostro territorio.

Si scopre così che mentre centinaia di migliaia di soldati si battevano e morivano al fronte, altre centinaia di migliaia di civili si mobilitavano, soffrivano e qualche volta morivano per le conseguenze della guerra combattuta sulle Alpi e sul Carso.

Viterbo STORIA Nei momenti difficili ci si rivolge in prima istanza al santo protettore del paese per scongiurare acciacchi, malanni, scalogne, sconfitte, sfortune
Vincenzo Ceniti

Stampa della metà dell'800
riprodicente la Madonna della Quercia, negli ovali e tondi sono i miracoli

Vergine madre.

Un fondamentale dell’anno liturgico della Chiesa, il cui nome viene evocato e acclamato in ogni mese dell’anno e in particolare a maggio, il mese mariano per eccellenza, denso di ricorrenze inneggianti alla Madonna con canti, processioni, ringraziamenti, preghiere, picnic fuori porta, fuochi artificiali ed altro.

Nella Tuscia Viterbese la chiamano in mille modi: della Quercia, Liberatrice, del Giglio, del Suffragio, delle Grazie, del Monte, del Fiore, Addolorata, della Cava, ad Rupes, della Vittoria, di Castellonchio, del Poggio, della Neve, del Rosario, Assunta, del Ruscello, del Ponte, Immacolata.

Viterbo STORIA Quel che la letteratura deve al popolo etrusco e quel che molti letterati sul popolo etrusco non sanno 
Alessandro Gatti
Dalla Preistoria ai Rinaldoniani dell’Età del rame. Dalle prime coltivazioni alle prime lavorazioni di metalli (I parte)

 

“Cantami o Diva, del Pelide Achille
l’ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco
generose travolse alme d’eroi,
e di cani e d’augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l’alto disegno s’adempìa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
Il re de’ prodi Atride e il divo Achille”.

Viterbo STORIA Un attestato del Sindaco di Viterbo, datato 28 agosto 1944, dichiara che le più gravi incursioni aeree nemiche sulla città sono avvenute nei giorni: 11 marzo, 6 maggio, 25 maggio e 6 giugno
Maurizio Pinna

 

Maggio 1944. Incursioni aeree degli angloamericani su Viterbo Ventiseiesimo incontro con i lettori de La Città (www.lacitta.eu)

Siamo vicini al giorno d’ingresso a Viterbo dei liberatori anglo-americani, mentre proseguono i bombardamenti della città per accelerare la resa e il ripiegamento dei tedeschi, nonché la collaborazione della popolazione stremata dalla distruzione, dalla fame e dai familiari morti sotto le macerie.

Viterbo STORIA Dalla Preistoria ai Rinaldoniani dell’Età del rame. Dalle prime coltivazioni alle prime lavorazioni di metalli. (I parte)
Alessandro Gatti

 

Il 29 aprile scorso si è tenuta presso la sala Giovanni Paolo II di Piano Scarano a Viterbo quella conferenza, per buona pace di tutti coloro si professano puristi della cultura latina, che ha reso onore e giustizia all’immensa eredità che ci ha lasciato il popolo etrusco e chi l’ha preceduto.

L’Associazione culturale “Agens cultura” ha, infatti, organizzato un evento dal titolo “Dalla rivoluzione neolitica all’uso dei metalli e all’introduzione della scrittura nel viterbese”.

A fare da relatori il Professor Giuseppe Occhini, per quanto riguarda la parte della preistoria fino alla civiltà di Rinaldone, ed il Dott. Pietro Tamburini per quanto riguarda la parte relativa agli scavi sugli Etruschi e all’introduzione della scrittura nel viterbese.

Ischia di Castro STORIA a cura della Confraternita del SS.Sacramento e S.Rosario di S.Martino al Cimino 

 

Lo storico Romualdo Luzi

Giovedì 28 aprile presso il Museo Civico di Ischia di Castro, dopo il saluto del Sindaco di Ischia di Castro Salvatore Serra accompagnato dall’Assessore al Turismo Sabrina Quintili, gli storici Romualdo Luzi  per i Farnese e Colombo Bastianelli  per i Pamphilj, hanno dato vita ad un vivace  incontro a due voci, che ha appassionato e coinvolto il numeroso pubblico.

I  documenti citati e gli  scenari storici tracciati da Luzi e Bastianelli hanno infatti fornito  al pubblico  dei notevoli spunti di riflessione sulla controversa vicenda della seconda guerra di  Castro.  

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