Opportunità di cucinare autonomamente in struttura o di avere il catering a base delle nostre bio-produzioni, possibilità di pernottamento in struttura

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Viterbo STORIA Breve cronistoria delle rappresentazioni dal 1960 ad oggi. Sul palco una folla di big dello spettacolo, sia classico che moderno
di Vincenzo Ceniti

Conoscete i nomi di questi signori? Il secondo da destra è Ovidio Cusi e gli altri?
Scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e li pubblichiamo

Ferento inizi anni '60 (Archivio Mauro Galeotti)

Tutto cominciò la sera del 22 luglio 1960 con la manifestazione per l’arrivo a Ferento della fiaccola etrusca, in concomitanza con le Olimpiadi di Roma. Per l’occasione la cavea del Teatro venne  completamente sterrata e ripulita, le gradinate livellate e le arcate messe in sicurezza.

La Quercia STORIA Ci scrive lo storico Gianfranco Ciprini, una memoria sconosciuta

Ex voto dei soldati ritornati salvi dalla guerra che vengono a ringraziare la Madonna della Quercia in segno di gratitudine e che si dichiarano "Il Suo Popolo", è il 17 Novembre 1918
(Gentile concessione di Gianfranco Ciprini)

Carissimo Mauro, oggi 24 maggio si ricordano i tanti Caduti nella Grande guerra. Voglio mandarti dei ricordi che ancora una volta legano ciò che accade nella nostra vita con la fede di tanta gente, in particolare con la devozione alla Madonna della Quercia. Una notizia che non è conosciuta da molti.

Infatti, durante la Guerra ‘15-‘18, il Convento della Quercia fu utilizzato per accogliere i prigionieri austro-ungarici; alcuni di loro si raccomandarono alla Madonna della Quercia per avere la libertà e ottenutala, nel 1921, offrirono alla Madonna un ex voto in cui esprimevano il loro ringraziamento alla Vergine Santissima, attaccando selle pareti della Chiesa una tavoletta con sopra scritta una sola parola: Mercy, che ha vari significati: grazia, pietà, misericordia.

Viterbo STORIA "Viterbo, divenuta capoluogo di provincia (1927), si rinnova, è un fervore di iniziative che finalmente la faranno uscire da quel torpore in cui era caduta"
di Vincenzo Ceniti

Articolo tratto da La Loggetta n. 102 gen-mar 2015

Se a Viterbo via Marconi non è diventata il boulevard che qualcuno sognava, la colpa è anche sua, della Banca d’Italia, il cui possente edificio, che poggia le robuste radici sulle sponde sotterranee dell’Urcionio, ha creato insieme al palazzo dell’antistante Genio Civile una lunga frattura tra bar, pub, pizzerie e shopping della parte alta della strada e quelli della parte bassa verso il Sacrario, che rendemeno attrattiva la passeggiata dei viterbesi rispetto a quella del Corso Italia.

Viterbo STORIA La costruzione della chiesa fu portata a termine nel 1726, lo testimonia l’iscrizione sul cornicione marcapiano

Lo stendardo opera di Giovan Francesco Romanelli (1649)

Ogni tanto ci provo a far conoscere un po' meglio questa nostra sconosciuta Viterbo.
Ci provo perché non vedo molto amore da parte di tanta gente, amministratori compresi, che troppo spesso, con superficialità, ignorano il nostro bello e invidiabile patrimonio culturale.
Quante volte tu che mi leggi hai percorso con l'auto, fugacemente, distrattamente, coi pensieri in testa, Via cardinal La Fontaine e non sei mai entrato, ovviamente a piedi, nella Chiesa di san Giovanni Battista del Gonfalone, la chiesa monumento del barocco viterbese.
Se ti fosse capitato ecco la sua prestigiosa storia con tante foto che ho scattate per te per fartela vedere seduto in casa tua, magari in pantofole, perché no!

Mauro Galeotti

Chiesa di san Giovanni Battista del Gonfalone

La Chiesa di san Giovanni Battista del Gonfalone, è da considerare come l’esempio del barocco a Viterbo.
Fu costruita per volontà della Confraternita del Gonfalone che era una delle più considerevoli della Città, sia per i possessi, che per il numero di confratelli facoltosi. Era detta in origine Confraternita di san Giovanni Battista e sin dal XII secolo aveva sede presso un oratorio in Contrada Valle, poi, il 16 Marzo 1561, si aggregò alla Confraternita del Gonfalone di Roma, fondata nel 1264 da san Bonaventura da Bagnoregio (1217 - 1274).

Viterbo STORIA Tutti ne parlano tutti ne discutono ma la borsa nera più che mai vive e si sviluppa
di Emanuela Dei

 

Il 15 novembre 1944 il quindicinale “Il Bulicame”, con direttori responsabili Buzzi e Buffetti, indirono un referendum sulla borsa nera a Viterbo e Provincia.

“Certamente uno dei più gravi problemi che ci affligge in questi tempi calamitosi” scriveva Buzzi “è la borsa nera.

Viterbo STORIA Nel 1855, il caffè fu rinnovato dai proprietari Vincenzo e Crispino Schenardi, su disegno dell'architetto Virginio Vespignani
di Franco Cirioni

Schenardi negli anni '50
(Archivio Mauro Galeotti)

Nell'anno 1818, il caffettiere e cuoco Raffaele Schenardi da Napoli si trasferisce a Viterbo.


L'ubicazione della sede del Caffè Schenardi è un palazzetto medievale in contrada S. Stefano di proprietà di Ser Girolamo di Carbognano.

Viterbo STORIA La vasca grande è delimitata dalla classica pietra tratta dal vicino Bullicame

Leggi la prima parte della storia di Prato Giardino. Clicca qui

1910. Prato Giardino, il Bosco (Archivio Mauro Galeotti)
Trascina sul tuo computer la foto e conservala

La prima festa organizzata a Prato Giardino avvenne il 5 Maggio 1872 a cura della Società di Mutuo Soccorso. Per l’occasione fu organizzata una corsa di butteri con cavalli e al vincitore andarono cento lire ed il palio in seta con l’emblema della suddetta Società.

Viterbo STORIA Il maestro Bartolomé Esteban Murillo, rappresenta, senza ombra di dubbio, santa Rosa da Viterbo inginocchiata ai piedi della Vergine
di Alessandro Finzi

 

Particolare del quadro di Bartolomé Esteban Murillo in cui si vede santa Rosa sul masso che si solleva per la predicazione

I nostri lettori ricorderanno il felice esito della dimostrazione che il famoso quadro del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, opera celeberrima e capolavoro assoluto del maestro seicentesco Bartolomé Esteban Murillo, rappresenta, senza ombra di dubbio, santa Rosa da Viterbo inginocchiata ai piedi della Vergine, e non santa Rosalia da Palermo, come erroneamente indicato in seguito ad un gravissimo cambio di attribuzione, avvenuto nel lontano 1982, ad opera dell’allora direttore del Museo del Prado, Don Ignacio Angulo Sánchez.

Viterbo STORIA Tanto di cappello a santi come Rosa, Matteo, Giacinta, Bernardino, Antonio, Bonaventura, Andrea, Filippo
di Vincenzo Ceniti

San Bonaventura di Bagnoregio.
Foto dell'Archivio Centro Studi Santa Rosa, foto di Finzi-González

Santi senza l'osso. Sono quelli mai esistiti, e dunque senza reliquie, creati dalla fantasia popolare per indicare le vie dell’umiltà e della redenzione.

I casi di Procolo, Barbara e Giuliano.

Tanto di cappello a santi come Rosa, Matteo, Giacinta, Bernardino, Antonio, Bonaventura, Andrea, Filippo  …... leader del parco patroni della Tuscia che si affida a loro da secoli, ne conosce vita, morte e miracoli e nel dies natalis mette insieme processioni, luminarie, cene all’aperto ed altro per ottenere favori e complicità.

Viterbo STORIA Fausto Cavalloro entrò nell’Ept giovanissimo come “fattorino” agli inizi degli anni Cinquanta

 

Vincenzo Ceniti e Fausto Cavalloro

Se ne andato a 78 anni uno degli ultimi superstiti dell’Ente Provinciale per il Turismo di Viterbo, tanto per intenderci l’Ufficio che si affacciava fino al 1996 su piazza dei Caduti accanto al tempietto di Santa Maria della Peste.

I comunicati inviali
a
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