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Villa san Giovanni in Tuscia STORIA
Micaela Merlino

La vetta del Monte Cimino nel 1937 (Archivio Mauro Galeotti)

Secondo il racconto dello storico romano Tito Livio (59 a.C.-19 d.C.), autore di un’opera monumentale sulla storia di Roma, “Ab Urbe condita”, purtroppo non conservata per intero, nel 310 a.C., Quinto Fabio Massimo Rulliano rivestì il consolato per la seconda volta insieme al collega Gaio Marcio Rutilo Censorino.

Viterbo LA STORIA DI VITERBO
Mauro Galeotti

Saggini Costruzioni e la Storia di Viterbo: Porta di santa Lucia oggi Porta Fiorentina - Prima parte

Porta Fiorentina nel 1900 circa, con i cancelli in ghisa e il lampione a gas.
Si nota bene l'ampliamento della porta, avvenuto nel 1886,
ai lati del grande fornice centrale, grazie ai nuovi conci di peperino
(Archivio Mauro Galeotti)

Bello questo spaccato di vita che leggo da Niccolò della Tuccia sulla battaglia contro Federico. «Le donne di Viterbo con grande sollecitudine portavano sassi e armi da difesa e rinfrescamenti di bere alli sui omini», una collaborazione importante, non solo per l’aiuto fisico, ma anche, forse più necessario, per il sostenimento morale. 

Valentano STORIA
Romualdo Luzi

Scorrendo recentemente il saggio introduttivo premesso ad un CD di musica “Classica Antiqua”, dal titolo Le cantate dei Papi (n. 3, aprile 2010), ho notato l’immagine in ovale di una Santa suora con un Crocifisso recato nella mano sinistra e con quella destra levata in alto quasi a indicare la coroncina di rose posta sulla sua testa.

Valentano STORIA
Romualdo Luzi (tratto dalla Rivista di Studi Pientini di Studi Orvietani 6/2016)


Pio II Piccolomini, incisione, tratta da A. Ciccarelli,
Le vite de Pontefici, Roma, Basa, 1588.

La vicenda della scoperta dell’allume da parte di Giovanni da Castro è un evento noto e spesso oggetto di studi specifici che ne hanno messo in luce gli aspetti singolari del rinvenimento e degli enormi benefici economici che ne derivarono per lo Stato della Chiesa al tempo di Pio II Piccolomini.

Villa san Giovanni in Tuscia STORIA
Micaela Merlino

 

Quadro che si trovava a Viterbo nella Chiesa dei santi Giuseppe e Teresa in Piazza Fontana Grande, con i santi titolari.
E' una stampa che possiedo, eseguita da Giuseppe Petri nel 1784, raffigura il quadro, in alto vi leggo «Induit me genitrix Domini vestimentis salutis», sul gradino «L.M. Es. A. 19», ossia Ludovico Mazzanti eseguì nell’anno 1719, in basso «Effigiem S.S. Ioseph et Teresiae / Ill.mo D.D. Philippo Pectorubeae beneficentissimae familiae ultimo / Carmelitae Excalceati P.P. Viterbien. conven. grati animi monumentum D.D.D.».
Al centro della scritta è lo stemma Pettirossi. (m.g.)

Tra gli Evangelisti, Matteo è colui che dà un particolare risalto alla figura di San Giuseppe, appartenente alla stirpe di Davide, in relazione al suo ruolo di amorevole e paziente padre adottivo di Gesù.

Viterbo STORIA
Micaela Merlino

Fu nella rivoluzionaria città di Parigi, dove soggiornò dal Gennaio 1796 al 1799 insieme al segretario della legazione toscana Francesco Raimondo Favi, che lo storico Giuseppe Micali comprese la necessità di studiare le civiltà preromane, per offrire un concreto contributo allo sviluppo culturale e politico di un’Italia ancora tutta da fare.

Viterbo LA STORIA DI VITERBO
Mauro Galeotti

Porta santa Lucia, nel 1870, con la Rocca Albornoz e le mura castellane
a destra l'area di Prato Giardino

Porta di santa Lucia oggi Porta Fiorentina

L’attuale Porta Fiorentina è a quota 340.70 metri sul livello del mare, come risulta dal Piano regolatore del 1936. Sorge dove era già Porta di santa Lucia posta sul lato che dà verso il Piazzale Gramsci, fu demolita ed inserita nell’attuale porta.

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