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Tuscania STORIA dal sito http://www.aliantetuscia.com/lingua-etrusca-dadi-di-Tuscania
Alessandro Gatti

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Sarebbero stati i dadi ritrovati a Tuscania, ed ora conservati presso la Biblioteca Nazionale di Parigi, a rendere noti quelli che furono i primi sei numeri etruschi. Secondo gli studi del Maggiore Enrico Mangosi, tali dadi rappresentano una delle testimonianze più evidenti che l’Etrusco appartiene al gruppo delle lingue semitiche, più precisamente discenderebbe dall’ arabo-fenicio.
L’ Aliante propone un articolo inedito, l’elaborazione di una ricerca d’archivio in merito agli studi dell’etruscologo Enrico Mangosi.

Tuscania STORIA dal sito http://www.aliantetuscia.com/Storia-Etrusca-Romana
Alessandro Gatti

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Tuscania fine '800, inizi '900 in una foto di Romualdo Moscioni, viterbese

La Storia di Tuscania vive l'epoca Romana come un vento di rinnovamento. Le vestigia della civiltà etrusca faranno comunque da sfondo alla cultura che dai Romani in poi segnerà l'evoluzione ed il processo storico in divenire del gioiello della Tuscia. Oggi ammiriamo una fresca e sempre suggestiva commistione di epoche e culture che nel cammino della Storia hanno donato a i posteri la consapevolezza delle loro nobili origini.

“La Civita che, naturalmente, da se è tutta fortezza con rupi et pendici intorno, oltre a le muraglie da basse ad altissime, et tali dette rupi che da una sol parte verso gli altri colli della Città, segli può salire anchor oggi…” (Francesco Giannotti, Storia della città di Tuscania, 1560-1590.

Montefiascone STORIA Nel 1878, a Berlino, venne pubblicato un libretto teatrale a cura di  Eugene Leterriere e Albert Banloo
Quinto Ficari

 

Nella seconda metà dell’800 l’utilizzo del toponimo “Montefiascone” doveva risultare evidentemente, se non buffo, sicuramente gradevole, e comunque abbastanza particolare da non passare inosservato.

L’immagine evocata dal nome, un enorme fiascone posto sulla cima di un monte, affiancata sicuramente alla grande popolarità e diffusione di cui godevano in tutta Europa la  leggenda di Defuk ed il vino Est! EST!! EST!!!, fecero sì che, in diverse situazioni ed in differenti contesti, in qualche maniera  Montefiascone venisse citato  in numerosi testi di rappresentazioni teatrali messe in scena nelle principali capitali europee.

Viterbo STORIA Combattere per la liberazione d'Italia, per vendicare i martiri gloriosi, per tenere alto il nome della nostra Nazione
Emanuela Dei

 

Cittadini! Il Governo Nazionale ha chiamato alle armi le classi dal 1914 al 1924: queste classi dovranno costituire un forte esercito, che si affiancherà alle valorose truppe alleate per la liberazione dei fratelli Italiani del Nord, ancora sotto il giogo Nazi-fascista.

Tutti i popoli del mondo sono impegnati con ogni loro forza contro la belva hitleriana, sempre più incalzata e stretta da ogni parte, resa più feroce dai colpi mortali che ogni giorno le vengono inflitti.

Viterbo STORIA Articolo tratto da www.aliantetuscia.com. Cliccami e leggi altre storie
di Alessandro Gatti

 

Tuscania, Santa Maria Maggiore

Giuseppe Giontella, dall’analisi del registro di Depositeria e delle Reformationes integranti i dati degli introiti e delle uscite del Comune di Tuscania, ricostruisce le abitudini sociali e le condizioni economiche della quotidianità bassomedievale.

Durante tutto l’Alto Medioevo Tuscania aveva rappresentato una delle più estese diocesi a Nord di Roma, situata nel cuore del Patrimonium S. Petri  in Tuscia.

Viterbo STORIA Combattere per la liberazione d'Italia, per vendicare i martiri gloriosi, per tenere alto il nome della nostra Nazione
di Emanuela Dei

 

Cittadini! Il Governo Nazionale ha chiamato alle armi le classi dal 1914 al 1924: queste classi dovranno costituire un forte esercito, che si affiancherà alle valorose truppe alleate per la liberazione dei fratelli Italiani del Nord, ancora sotto il giogo Nazi-fascista.

Tutti i popoli del mondo sono impegnati con ogni loro forza contro la belva hitleriana, sempre più incalzata e stretta da ogni parte, resa più feroce dai colpi mortali che ogni giorno le vengono inflitti.

Montefiascone STORIA Il Conte di Montefiasco
di Quinto Ficari

 

In questo momento particolare, qualche curiosità dalla Parigi di fine 800...

Nel 1847, in seguito al grande successo del “Conte di Montecristo”, (pubblicato nel 1844), due autori francesi, M. Deforges e M.Clairville , misero in scena una rappresentazione teatrale, una parodia, del romanzo di A. Dumas: il Conte di Montecristo diventa il “Conte di Montefiasco”.

Era il 3 aprile del 1847, presso il Theatre de la Porte - Saint Martin.

Viterbo STORIA L’11 Settembre 1715 iniziarono i festeggiamenti per la Madonna Liberatrice
di Mauro Galeotti

 

 

L'altare della Madonna Liberatrice negli anni '20 del 1900
(Archivio Mauro Galeotti)

da Mauro Galeotti: "L'illustrissima Città di Viterbo", Viterbo 2002

Nel transetto destro, la splendida cappella con l’immagine della Madonna Liberatrice.

Un tempo ivi esisteva la Cappella di sant’Anna, di cui ho scritto poc’anzi, edificata per volere di prete Campana, novarese, con suo testamento del 9 Settembre 1296.

La Cappella di sant’Anna fu eretta infatti tra il 1301 ed il 1319 nell’ingresso della chiesa a destra, ma dal 1320 fu detta della Madonna. I resti di un pilastro della cappella distrutta sono addossati alle mura castellane.

L’immagine in affresco, eseguita verso il 1322, scrive Scriattoli, è attribuita a Donato Bonavere di Arezzo, il quale in quell’anno era a Viterbo. 

Montefiascone STORIA Giacomo Stuart da parte sua concesse alla cittadinanza di Montefiascone l'utilizzo del blasone di Sua Maestà britannica
di Quinto Ficari

Immagine tratta da “La composizione sociale della corte bolognese nel periodo degli Stuart” di A. Cont.

Nipote del Re di Polonia, che aveva sconfitto nel 1683 i turchi nella battaglia di Vienna, Maria Clementina Sobiesky era una delle ereditiere più ricche d'Europa.

Venne promessa in sposa al principe Giacomo Francesco Edoardo Stuart, pretendente al trono d'Inghilterra, capo dei giacobiti e figlio del re Giacomo II d'Inghilterra (detronizzato nel 1688 durante la Gloriosa Rivoluzione) e della consorte Maria di Modena.

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