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Viterbo POLITICA
Daniele Cario per il Comitato Lavoro e Beni Comuni


Daniele Cario

Intendiamo manifestare delusione, rabbia e deplorazione per l’atteggiamento di indifferenza con il quale stiamo affrontando quanto accaduto a Macerata (e soprattutto per quanto viene spacciato sui media).

         Innocent Oseghale, nigeriano, viene accusato dell’omicidio di Pamela, fatto ancora da dimostrare, ma che comunque non diminuisce l’orrore della morte di quella ragazza e di come sia stato trattato il suo corpo.

         Dopo poche ore il neofascista dichiarato Luca Traini (candidato alle comunali per la Lega), inizia a sparare, per le vie di Macerata, a giovani neri inermi e inconsapevoli. Dopo ore di scorribande il criminale terrorista, con indosso una bandiera italiana, giunge al monumento ai caduti della città, fa il saluto romano e poi viene arrestato dalla polizia.

         Iniziano a circolare sulla stampa le peggiori giustificazioni al gesto del losco individuo: c’è chi loda il suo operato perché esasperato da un’immigrazione incontrollata e selvaggia, c’è chi dice che abbia vendicato la morte di Pamela. Forza Nuova intende addirittura pagare le spese legali.

         E’ incomprensibile la logica per la quale, se uno straniero commette un reato, in qualche modo è anche colpa di quelli che hanno la sua stessa origine o lo stesso colore della pelle, perché altrimenti, senza alcuna distinzione, bisognerebbe pretendere che ogni italiano bianco di questa penisola si assuma la responsabilità e venga definito malvivente per ogni delitto compiuto da un mafioso.

         Non si capisce come ci siano ancora persone che continuino a predicare la corresponsabilità, di chi ha le stesse origini, di chi delinque (se di colore) Perché è questo ciò che pensava Traini, e questo è ciò che pensa chi lo considera un simbolo.

         Traini ha pensato e programmato UNA STRAGE FASCISTA. Traini era (è!) un “militante” della LEGA di Salvini, candidato a Corniola alle amministrative. Traini ha sparato coscientemente contro persone di pelle nera…per “UCCIDERLI TUTTI”, come ha confessato lui stesso.

Le sue parole sono “una rivendicazione di fatto” della strage di Traini. Non è la prima volta che succede. Ma, con questa vicenda, si realizza un pericoloso salto di qualità.

         Creare paura, insicurezza, odio, terrore, in perfetto stile fascista, e usare la miscela per presentarsi come il salvatore della “patria” in pericolo. Con la complicità e la connivenza di mezzi busti e servi mediatici, che lo ospitano lasciandolo straparlare liberamente. Ha affermato: - è chiaro e evidente che un’immigrazione fuori controllo, un’invasione come quella organizzata, voluta e finanziata in questi anni, porta allo scontro sociale -.

         «Ma Matteo Salvini non è un politico qualunque. [Mi cito di seguito riproponendo alcuni brani di un mio articolo del settembre del 2015] Il cabarettista vestito di verde di qualche tempo fa, che predicava la secessione dai terroni e l’indipendenza della Padania, ha perduto la sua involontaria verve trasformandosi nel difensore dei confini nazionali: in una persona che dà corpo e voce al nostro lato peggiore, quello che ci rende diffidenti nei confronti di chi è ‘diverso’ da noi, che ci fa provare un colpevole imbarazzo davanti alla miseria e alla disperazione. La volontà di respingere si alimenta così, e in questo senso Matteo Salvini è divenuto un pericoloso megafono.[...]

         [vogliamo] dire ancora una volta NO alla discriminazione e a coloro i quali, come Matteo Salvini, la utilizzano come strumento di propaganda e quale arma di difesa dai cosiddetti invasori, cioè da persone come noi che fuggono dalla fame, dalla violenza e dalla guerra: sfruttati e vessati da regimi fantoccio insediati con la complicità dell’occidente al solo scopo di tutelare gli interessi di chi ha speculato e si è arricchito sulla loro pelle, costringendoli a migrare per fornire ulteriori occasioni di profitto alle organizzazioni criminali facendoli lavorare come schiavi.

         Dobbiamo opporci alla discriminazione operando per l’abbattimento di ogni barriera sociale, unico e autentico ostacolo all’integrazione, senza dimenticare che queste donne e questi uomini non vogliono la nostra pietà. Reclamano a gran voce il diritto di vivere un’esistenza dignitosa, il diritto all’istruzione, alla salute, al lavoro. A una vita felice e degna di essere vissuta. Come tutti noi. E –ricordiamolo- questo processo è inarrestabile. La società di domani non conoscerà recinti ma sarà multietnica; culture e tradizioni diverse si fonderanno insieme e si arricchiranno. Con buona pace dei demagoghi allarmisti di oggi.».

         Ma ora basta tacere, bisogna gridare organizzare una “Resistenza Attiva” costituita da comportamenti quotidiani, da parole, informazioni, azioni di autodifesa contro le provocazione di questi loschi figuri.

         La misura è colma e le responsabilità sono chiare, pretendere lo scioglimento di chi teorizza, inneggia e pratica il terrorismo fascista è difendere la costituzione.

         Per questo proponiamo a tutte le associazioni, gli organismi, i partiti, che si rifanno ai valori antifascisti e della resistenza, di unirsi in una manifestazione per rivendicare (soprattutto per le nuove generazioni) quella dignità sociale ed uguaglianza senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali che la Costituzione sancisce.          

Cambiare si può, si deve. È necessario e giusto.

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