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Viterbo LIBRI
Agostino G. Pasquali

     Mercoledì scorso, nell’ambito delle manifestazioni culturali di “Caffeina”, Paolo Barili ha presentato il suo romanzo “Radice quadrata di S(tre)ga”.

     Nella bella cornice serale di Piazza del Plebiscito, resa suggestiva dalla musica del chitarrista Simone Cardoni, l’autore, intervistato e “spronato” dal collega scrittore Stefano Mario Lecchini, ha analizzato ed evidenziato l’essenza del romanzo. Stando bene attento a non svelare troppo per gli addetti al mestiere e i “giallisti”, ha parlato del libro e dei vari personaggi del racconto e ha chiarito i motivi che ne hanno determinato la stesura come trhiller.

     L’esposizione ha bene impressionato i numerosi ascoltatori e incuriosito coloro che non hanno ancora letto il romanzo. L’autore ha gradito e conserva il ricordo della serata, indelebile nella mente e nell’anima.

     Ma com’è questo trhiller? Ovviamente non ne può svelare la trama, ma si può dire che mescola noir e magia, razionale e superstizione in un mix coinvolgente che guida l’ansia di sapere verso il finale. Il quale è catartico, ma genera anche il desiderio di sapere “il dopo”.

     Con l’invito a Paolo Barili di scrivere il seguito, riporto qui l’incipit di “Radice quadrata di S(tre)ga”.

   <<< Si sveglia di soprassalto, apre solo un occhio e quello che riesce a vedere è soltanto un grigio letto d’ospedale, in una stanza solitaria, bianca e sterile.

     È completamente da solo e senza la possibilità di parlare con qualcuno, anche di scambiare poche e inutili parole.

     È ormai mattina e il sole dovrebbe essere alto nel cielo poiché le finestre sono chiuse e le tapparelle quasi del tutto abbassate. Lo intuisce, per la poca luce che riesce a filtrare e che disegna, colorando la stanza di strane figure e il pulviscolo che ricopre come una polverina dorata tutte le cose che tocca…… l’unica porta presente appare chiusa e apribile solo dall’esterno, poiché non scorge nessuna maniglia…

     - Che esagerazione! Neanche ci fosse dentro Hannibal Lecter!- è l’unica cosa che riesce a pensare…>>>

 

 

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