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Viterbo LIBRI

 

Si chiude l’anno in cui ricorre il centenario della morte di Cesare Pinzi (Viterbo, 1842 – 1917), ragioniere, bibliotecario e insigne storico della città di Viterbo, che in realtà è un personaggio per molti e significativi aspetti ancora semisconosciuto.

In questi due volumi di Antonio Quattranni si presenta la prima biografia e due raccolte di testi particolarmente significati per meglio conoscere l’illustre viterbese, un vero protagonista della vita culturale cittadina dopo l’Unità d’Italia.

Il primo libro, edito dalla casa editrice Annulli Editori, con la prefazione del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, è la raccolta di poesie inedite che Pinzi scrisse nell’età giovanile, ovvero gli anni che coincidono con il decennio tra il 1860 e il 1869, periodo di fermento risorgimentale e patriottico. Le Poesie liriche - così egli intitolò la raccolta – sono espressione di sensibilità poetica e, come esposto nell’’ampia introduzione di Antonio Quattranni, testimoniano lo sviluppo della sua formazione culturale, intellettualmente vivace e curiosa, e la sua ispirazione letteraria.

Attraverso i componimenti è quindi possibile conoscere elementi non noti della sua personalità, poiché la lettura di essi consente di scoprire, insieme ai sentimenti intimi, aspetti significativi della sua concezione etico-sociale, della religiosità e di una appassionata partecipazione civile alle vicende del suo tempo.  

Il secondo volume presenta una raccolta di 50 lettere a vari personaggi della cultura viterbesi, italiani ed europei. Il volume è stato edito, con la presentazione del presidente Marco Santoni, dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Viterbo. Pinzi fu, infatti, il primo ragioniere capo delle amministrazioni municipali appena dopo l’unificazione italiana, poi nel 1882 Pinzi partì per la Sardegna dove ricoprì il ruolo di direttore generale presso il Comune di Sassari. Restò nella città sarda cinque anni, fino all’aprile del 1886, quindi ritornò a Viterbo e l’anno successivo pubblicò il I volume della Storia della città di Viterbo che poi, nel resto della sua vita tra il 1887 e il 1913, completa in quattro volumi.

Inoltre nel 1890 pubblicò le Memorie e documenti inediti sulla Basilica di S. Maria della Quercia; nel 1891 L’Ospizio degli Esposti di Viterbo; nel 1893 Gli ospizi medievali e l’Ospedale Grande di Viterbo; nel 1894 scrive l’introduzione storica Quasi duemila anni di memorie sulle Terme viterbesi e la fortunata Guida ai principali monumenti di Viterbo, che avrà in pochi anni ben cinque edizioni; nel 1908 Il Castello e Villa di Bagnaia, già signoria dei vescovi viterbesi; nel 1910 Il Palazzo papale di Viterbo nell’arte e nella storia; nel 1912 tenne il discorso Per l’inaugurazione del Museo civico.

Nonostante l’impiego come bibliotecario, Pinzi continuò per tutta la vita ad essere un “commercialista dell’800”, infatti, fu revisore dei conti della Cassa di Risparmio di Viterbo, della quale revisionò lo Statuto e scrisse il regolamento per la pensione del personale, fu amministratore del brefotrofio cittadino e responsabile del settore decentrato delle Imposte dirette.

Ricordare Pinzi è quindi un atto ineludibile di riconoscenza verso una figura d’intellettuale che ha vissuto dedicandosi con tutte le sue energie alla ricerca e allo studio dei documenti e dei monumenti del passato sulla base dei quali ha costruito un appassionato profilo storico della sua Viterbo alla quale, sin da giovanissimo, aveva mostrato di sentirsi profondamente legato.

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