Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva


Tarquinia LIBRI

Sabato 16 dicembre - alle ore 17.30, nella Sala Sacchetti di via dell'Archetto, 4, si terrà la presentazione del volume Le ricerche etnomusicologiche di questi ultimi decenni in area tosco-umbro-laziale: esperienze e prospettive. Atti del XV Incontro “Tra Arno e Tevere” a cura di Valentina Rossi, Edizioni ArcheoAres, ultimo evento in programma alla S.T.A.S. per il 2017, con il sostegno del MIBACT e il patrocinio del Comune di Tarquinia.

Stavolta, sono di scena i canti popolari: dagli stornelli legati alla vita rurale, ai canti narrativi, ninna nanne, questue, canti religiosi ….

Gli studi etnomusicologici iniziano con il XX sec., intensificandosi intorno alla seconda metà del '900: la musica popolare considerata una forma di cultura secondaria, comunque poco significativa, in realtà risulta molto più vicina alla nostra cultura di quanto possiamo pensare, tant'è vero che è oggi considerata una fonte storiografica primaria per ricostruire le condizioni di vita e di lavoro delle classi subalterne.

La Giudata di Ronciglione, la Befanata di Faleria, i Contrasti, cioè i canti improvvisati in ottava rima in vari centri del viterbese o la poesia improvvisata in ottava rima in Alta sabina, il Pianto delle Zitelle di Vallepietra; la canzone popolare e la "Maggiolata" in Maremma; la musica popolare umbra nei distinti distretti dialettali. Questi, altro non sono che cerimoniali per rinsaldare i rapporti tra gruppi omogenei della società: contadini, minatori, pastori, confraternite religiose, ma anche canti di protesta politica e di ricostruzione storica.

La diffusione della conoscenza dei canti popolari, seppur con reinterpretazioni e contaminazioni, si deve alla formazione di gruppi, come il Coro degli Etruschi in Toscana o la Compagnia delle Lavandaie di Bagnaia.

A parlarne ed a farceli ascoltare, Quirino Galli, direttore della collana “Tra Arno e Tevere” e del Museo delle tradizioni popolari di Canepina.

Interverrà Luca Gufi, responsabile del progetto EMAP (European Music Archaeology Project), che ha visto la ricostruzione dell’antico patrimonio strumentale musicale europeo, reale e virtuale, e la realizzazione di una mostra itinerante che è stata ospitata in varie città d'Europa.

I comunicati inviali
a
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

chi è on line

Abbiamo 950 visitatori online

Salva

Salva

Salva

Salva