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Viterbo EVENTI APPASSIONATI

Mauro Galeotti, Giulio Curti (ICult - Bic Lazio) e Francesco Aliperti (Archeoares)

Un omaggio ai fotografi viterbesi che attraverso i loro scatti ci hanno fatto conoscere una Viterbo ottocentesca.

È questo il significato di una interessante mostra fotografica "Viterbo ne la Belle Époque" del giornalista Mauro Galeotti, nella suggestiva cornice dell'ICult di Bic Lazio sulla Valle di Faul. 

In fondo all'articolo vedi le 61 foto dell'evento del fotoreporter Gianni Uggeri

Mauro, direttore di questo quotidiano, aveva dieci anni quando iniziò a collezionare farfalle e pacchetti di sigarette, fino ad arrivare a studi, pubblicazioni varie e molto apprezzate, su Viterbo e i paesi della provincia.

Mercoledì 18 giugno l'inaugurazione senza taglio del nastro e cerimonie pompose, come ha scelto Galeotti, egli ama incontri caratterizzati da amici, estimatori, colleghi della Stampa ed autorità che hanno voluto condividere la straordinaria avventura di un tuffo nella Viterbo con immagini originali che spaziano dal 1857 al 1910.

150 foto ingiallite dal tempo a testimonianza di un'epoca che fu; scatti qua e là per la città dei Papi che ci permettono di vedere com’era, come si viveva.

Fotografi che hanno fermato il tempo e chissà se avranno mai immaginato che nel 2014, in un nuvoloso mercoledì di inizio estate, sarebbero stati i protagonisti di una mostra.

“Una passione nata sin da piccolo – dice Mauro - con l'aiuto di mio padre Vinicio, ma giorno dopo giorno, anno dopo anno, ho visto accumulare piano piano libri, cartoline, foto, santini, ceramiche, terrecotte, manifesti, stampe, tazzine per il caffe, carte da gioco, giornali, intestazioni di ditte, oggetti e tanto altro che ha fatto sì che quella passione si trasformasse in amore per la memoria di Viterbo".

Scatti sin dagli anni '60 del XIX secolo di fotografi come Attilio Sorrini, Leonardo Primi, Giuseppe Polozzi, Edoardo Furia, personaggi che hanno fatto la storia della fotografia viterbese.

Ma non sono da trascurare i fotografi successivi all’800, come Luigi Piazzolla, Pietro Rempicci, Remo Sorrini, Giovanni de Falchi, Palamide Fortini, Romolo e Gino Sorrini, Duilia Sorrini Betti, Wanda Sorrini, Silvio Malè, Sergio Mecucci, Paolo Morelli, Alfredo Bracaccioni, Raffaele Petretti, Dino Costantini, Secondo Bruti, Ridelmo Burla, Ugo Pastori, Ezio Cardinali, Goliardo Gabbianelli che hanno regalato ai posteri spaccati di una città medioevale con le sue tradizioni, a testimonianza di una vita che rivive attraverso quelle immagini così apprezzate all'ICult.

Fotografi, quest'ultimi, che saranno oggetto di mostre future, sempre all’ICult.

Mostra, "Viterbo ne la Belle Époque", fortemente voluta dal cultore storico Mauro Galeotti, organizzata in collaborazione con Bic Lazio e la Società Archeoares, i quali si sono dati un fine, quello di stimolare politici, amministratori, fondazioni, banche, associazioni, privati e chi più ne ha più ne metta, per la realizzazione di un “Museo della Memoria viterbese”, comprendente il “Museo della fotografia viterbese”, il “Museo di santa Rosa”, il “Museo del manifesto viterbese”, il “Museo della ceramica e terracotta viterbesi”, tutti progetti che l’immensa raccolta archivio Galeotti è in grado di fornire abbondantemente.

Un sogno è vero, ha detto Galeotti, ma a volte i sogni diventano realtà.

Presenti tanti amici di Mauro, amici affettuosi, che apprezzano il suo lavoro di raccolta di testimonianze viterbesi, tra questi oltre gli organizzatori il direttore dell'ICult, Giulio Curti, e il presidente di Archeoares, Francesco Aliperti, erano in sala:

il presidente della Fondazione Carivit, Mario Brutti;

la consigliera comunale Daniela Bizzari e i consiglieri Paolo Simoni, Luigi Maria Buzzi e Raffaele D'Orazi;

il presidente del "Centro Studi su santa Rosa", Alessandro Finzi;

i fotografi: Gianni Uggeri de lacitta.eu, Riccardo Spinella di fotovideolab.it, Rodolfo Morbidelli del Sodalizio dei facchini di santa Rosa, Massimiliano Vismara del Corriere di Viterbo;

il videomaker Bruno Maggini e preziosa consorte, Mariella Zadro, che hanno realizzato un video;

l’amante della città di Viterbo, Luigi Torquati;

per la Coldiretti/Consorzio agrario, Luciano Pasquini, redattore del periodico "Consorzio agrario Viterbo news";

gli scrittori: Fulvio Ferri, autore di “Olio e ricordi in cucina” e Mary Jane Cryan, autrice di “Etruria Storie e Segreti”;

il presidente dell’Associazione Amici di Bagnaia, Aldo Quadrani, assieme all'altro bagnaiolo affezionato del bellissimo Borgo e delle sue tradizioni, Antonio Testa;

Lucia Arena e Hans Rainer Kolb della più antica legatoria di Viterbo la storica "Legatoria Viali";

Valerio Giulianelli cultore della fotografia e splendido personaggio, conservatore di numerose preziose lastre fotografiche della famiglia Tedeschi di Viterbo;

l’antiquario e esperto di oggetti d’arte, Franco Scipioni;

gli amanti di Viterbo e della Viterbesità, Renato Petroselli, Giorgia Fusco e Giorgio Ciatti;

i giornalisti: Federico Usai direttore di Tusciamedia.com, Maria Antonietta Germano di Tusciatimes.eu, Tiziana Mancinelli di lacitta.eu, Anna Maria Lupi di Tusciamedia.com;

i poeti Lorena Paris e Giuseppe Bellucci;

Elisabetta Frangipane di ICult, che ha collaborato con Mauro Galeotti all’allestimento.

Molta la gente che per curiosità ha voluto essere presente per assaporare quell’atmosfera emanata dal viraggio seppia che le foto dell’Ottocento infondevano in tutta la mostra.

Insomma è stata una festa, specialmente dopo gli interventi di Curti e di Aliperti, con Galeotti, colpito da otite e quindi praticamente sordo, che annuiva ai discorsi, ma poi ha confessato che non aveva sentito nulla e che avrebbe confidato sulle riprese con l’iPhone che ho effettuato io, Laura, per sapere se era stato detto bene di lui.

Un simpatico incontro con le battute di Mauro che hanno reso la sala un tutt'uno tra amicizia e cordialità.

Un forte acquazzone ha animato la chiusura della mostra, ma tutti i volti erano sorridenti, consapevoli di portare a casa immagini di una Viterbo che fu, che non dimenticheranno mai.

Ah dimenticavo! La mostra è aperta fino al 27 Giugno, tutti i giorni, domenica 22 compresa, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

 Laura Ciulli

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