Questa è Norchia, il sito archeologico tutto da scoprire,

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Tarquinia CRONACA

 

Lo scorso dicembre alla S.T.A.S. è stata affidata la manutenzione e la promozione del santuario dell'Ara della Regina e del Tumulo di Poggio Gallinaro, con una convenzione voluta e firmata da Alfonsina Russo Tagliente e dal Presidente Alessandra Sileoni, e confermata dall'attuale Soprintendente, l'architetto Margherita Eichberg e dal Funzionario di Zona, Flavia Trucco.


Da gennaio sono quattro gli interventi condotti sul primo sito, l'ultimo di pochi giorni fa, e due sulla tomba principesca etrusca: purtroppo, le condizioni climatiche di quest'anno non hanno aiutato, costringendo a reiterate azioni di pulizia che, trattandosi di strutture antiche, vanno effettuate sotto l'assistenza di un archeologo e prestando la massima attenzione alla salvaguardia delle murature che vengono ripulite a mano. Con tale accordo viene concesso alla S.T.A.S. di poter garantire una regolare fruizione dei siti in oggetto, anche tramite visite guidate e seminari, nonché l'organizzazione di eventi come "Prospettive etrusche", finalizzati alla raccolta di fondi per la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico locale.


Gli interventi hanno visto la collaborazione del Comune di Tarquinia e dell'Università Agraria di Tarquinia, sui cui terreni ricadono i monumenti in questione: "Dobbiamo ringraziare per la tempestiva risposta alla richiesta di aiuto per la pulizia della zona circostante al santuario etrusco, il Vicesindaco Martina Tosoni e Luca Gufi responsabile per il Comune delle aree archeologiche, mentre per l'Ente Università Agraria di Tarquinia sono Rosanna Moioli e Laura Amato i consiglieri delegati dal Presidente Sergio Borzacchi alla supervisione delle aree archeologiche ricadenti nelle proprietà dell'Ente, e prima di loro Valentina Eusepi, con le quali abbiamo dialogato per coordinare le operazioni sul Pianoro della Civita".


La convenzione stipulata con la Soprintendenza Archeologica mette in condizione la Società Tarquiniense di mediare con gli Enti pubblici locali per pervenire ad un tavolo di concertazione che consenta un'adeguata strategia di tutela e valorizzazione di questi siti.
" E' storico il legame della S.T.A.S con il santuario etrusco, poiché risale alla scoperta del tempio avvenuta negli anni '30 del secolo scorso, ad opera di Pietro Romanelli, l'archeologo secondo Direttore del Museo Archeologico Nazionale, che per riuscire ad avviare le ricerche alla Civita si avvalse a livello logistico della S.T.A.S., di cui era membro del Consiglio Direttivo, per reperire fondi e manodopera."

 

 

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