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Soriano nel Cimino STORIA
Gianfranco Lelmi

Comune di Soriano nel Cimino
Progetto della strada di accesso alla Stazione della Ferrovia elettrica Civita Castellana Viterbo

Le note di seguito riportate, riprese da documenti presenti nel Comune di Soriano al Cimino, possono apparire, noiose, superflue.

Solo chi è diretto interessato della materia può capire che quanto è riportato conferisce un maggiore dettaglio alle problematiche e difficoltà incontrate nella realizzazione della strada della stazione durate circa undici anni. Riferimenti che ratificano con “osmosi” i sacrifici che furono affrontati per una concreta funzionalità della ferrovia che ora si vuole distruggere senza alcuno scrupolo.

il 15 febbraio 1911, era sindaco Il Cav. Eugenio Cesarini. Si può visionare nei verbali comunali, il rimborso delle spese effettuato a Angelo Santocchi per un viaggio fatto a Roma in merito alla revisione del progetto per la costruzione della strada di accesso alla stazione ferroviaria. Viene inoltre menzionata la spesa per due copie di disegni in merito alla citata strada, a favore di Pasquale Cuscianna. Tra i firmatari del verbale figura il Membro Anziano un certo Alessandro Micci.

Il 17 maggio del 1911 il presidente Alessandro Micci esibiva la perizia della legna “ritrovabile” nel terreno boschivo Pian del Sorbo per un importo di Lire 373,00. Tale ricavato derivava dal taglio del bosco da effettuarsi lungo il tracciato della costruenda ferrovia Soriano – Viterbo. La Giunta deliberava di vendere la legna a mezzo di asta per licitazione privata, previo deposito di L. 50 e con obbligo di tagliarla ed asportarla entro dieci giorni.

Il 17 maggio del 1911 in merito al taglio boschivo da eseguirsi lungo il tracciato della costruenda ferrovia Soriano Viterbo, Alessandro Micci, nella qualità di assessore anziano e Presidente, Paolo Corsi, assessore effettivo, Luigi Fibbé (?) assessore supplente, deliberavano che la legna ritrovabile nel terreno boschivo di Piana del Sorbo “verrà” venduta a mezzo asta per licitazione privata per un importo di Lire 373,00 previo asta ed un deposito di lire 50 con l’obbligo di tagliarla ed asportarla.

Tra voci di spesa, figurano anche Lire 14,64 per l’acquisto di numero 12 fogli di carte bollate per la stesura del Capitolato dei lavori di costruzione della strada di accesso alla stazione.

il 20 giugno 1911 il Consiglio Comunale deliberava di procedere alla costruzione della strada di accesso alla stazione per una spesa complessiva di L. 40.000 comprese le indennità per alcune espropriazioni necessarie. Come riporta un documento, il progetto fu approvato dal Prefetto. In altro documento redatto alla stessa data, si può leggere che il Comune rinunciava a contrarre un mutuo con la Cassa Depositi e prestiti, preferendo utilizzare fondi del Bilancio ordinario, precisamente Lire 10.000 stanziati all’uopo.

L’8 luglio del 1911, il Presidente e assessore anziano Giuseppe Troili, rendeva noto che occorreva compensare il direttore dell’Ufficio Tecnico Comunale, signor Angelo Santocchi per il suo lavoro straordinario al quale non era obbligato, per la redazione del progetto della strada della stazione. Con il plauso del Consiglio Comunale il compenso veniva accordato. Il Presidente Giuseppe Troili rammentava che il Santocchi era un ottimo professionista che non aveva mai domandato il pagamento dei lavori oltre gli obblighi assunti nel capitolato.

Il compenso che gli veniva accordato era di lire 500, facendo notare che era di molto inferiore a quello che il Comune avrebbe dovuto spendere, rivolgendosi ad un libero esercente. “Il signor Angelo Santocchi ha compiuto questo lavoro al di fuori dei suoi obblighi”. L’importo elargito, figurava in bilancio tra le spese straordinarie per l’Ufficio Tecnico, tutta la Giunta esprimeva al signor Angelo Santocchi soddisfazione pe la sua opera solerte, intelligente ed efficace.

 

La stazione di Soriano nel Cimino (collezione Roberto Felicetti)

Il 30 agosto del 1911 Il Comune deliberava all’unanimità per richiedere l’autorizzazione al Ministero dei Lavori Pubblici l’emissione del decreto concernente la concessione della linea automobilistica Soriano – Orte stazione, gestita dal signor Augusto Salvatori di Roma.

L’11 ottobre 1911 vennero presi in concessione i lavori della strada della stazione dalla ditta Pandimiglio Giuseppe, con aggiudicazione della gara di appalto l’11 aprile 1912, il contratto fu stipulato il 29 maggio del 1912 ed approvato il 2 giugno 1912. Le pratiche di espropriazione dei terreni necessari ai lavori della costruenda strada davano luogo a lungaggini. I lavori iniziarono il 10 ottobre del 1912.

Il 14 ottobre 1911, il Sindaco Giuseppe Troili, insieme agli Assessori supplenti Luigi Febbi e Domenico Catalani, dopo aver riscontrato che il Prefetto, con decreto nr. 664/2 (?) dell’11 ottobre 1911, aveva approvato il progetto per la costruzione della strada di accesso alla stazione ferroviaria, decidevano di presentare domanda di sussidio a S.E. il Ministro dei Lavori Pubblici per la realizzazione di tale opera.

Il 26 febbraio del 1912 veniva notificata una multa all’appaltatoredella corriera Soriano - Viterbo, sig. Luigi Catalani,per non aver rispettato gli orari di partenza, a discapito del Sindaco Giuseppe Troili e Angelo Santocchi che utilizzavano detto trasporto.

Il 1° novembre 1912 si parlava di un nuovo conteggio (computo) necessario per l’allargamento della sezione del Ponte del Recinto, sito nella strada di accesso alla Stazione. Tale calcolo prevedeva un ampliamento fino ad 8 metri.

Il 9 novembre del 1912 veniva ratificato dalla Giunta l’allargamento del ponte sulla strada della stazione.

Un documento del 1912 ci parla della strada di accesso alla stazione ferroviaria di Soriano nel Cimino, raccontando che i lavori erano stati appaltati fin dal 29 maggio del 1912. Il contratto di appalto fu approvato il 2 giugno 1912, il verbale di consegna il 10 ottobre 1912. Difatti come riporta il documento, il 10 ottobre 1912, fu possibile consegnare il tracciato della strada all’impresa.

Onde ottenere il sussidio dallo Stato e dalla provincia, fu stata studiata con una sezione utile di 5 metri.

Purtroppo, prosegue il documento, l’amministrazione Comunale era preoccupata che tale sezione non arrivasse a soddisfare le future esigenze di transito. Specialmente per il tratto di strada ubicato nelle vicinanze del nuovo mattatoio e dell’attiguo futuro campo della fiera ove si riteneva che la larghezza non doveva essere inferiore a metri 8.

Con interri (riporto) e tagli, l’allargamento potrà essere effettuato agevolmente, prosegue il documento, mentre nei pressi del ponte del Recinto, si dovrebbe provvedere al momento della costruzione di detto manufatto. Pertanto si riteneva necessario il voto del Consiglio Comunale, prima che l’Appaltatore “ponga mano all’opera”. L’ufficio tecnico del Comune aveva già provveduto al computo della maggior spesa che richiederà tale allargamento.

L’8 novembre 1912 il Consiglio Comunale decise l’allargamento della strada da 5 a 8 metri con conseguente allargamento del ponte sul fosso, modificando radicalmente il progetto iniziale. L’impresa di conseguenza non poteva iniziare i lavori, occorreva la “consegna delle istruzioni definitive”.

Tuttavia l’impresa, cominciò ad organizzare il cantiere costruendo “una rampa a lieve inclinazione” con conseguente formazione “di un grande deposito di materiali da costruzione (pietrame scelto, pozzolana. L’approvazione delle deliberazioni comunali tardava a venire pertanto “la consegna del tracciato definitiva non si poteva fare”.

L’impresa scontava i ritardi dovuti alle pratiche di espropriazione. Difatti il contratto di appalto fu approvato fin dal 2 giugno 1912, mentre il verbale di consegna fu redatto il 10 ottobre del 1912.

In data 23 novembre 1912, 30 novembre del 1912 e 13 febbraio 1913 venivano indirizzate al Comune delle lettere di sollecito, poiché un palo di sostegno della linea elettrica, creava problemi all’andamento dei lavori. Il 6 aprile 1913 il Comune e la società proprietaria della linea provvidero a spostare il palo in parola. Fu anche fatto uso di mine leggermente caricate (cosiddette pistole) per intronare qualche masso che non si prestava allo scavo con il “picchio”.

Fu necessario fare degli scavi a mano, senza far uso di mine a causa della presenza di un palo, della linea ferroviaria e della line aerea. Il continuo transito dei treni materiali, rendeva difficoltoso l’attraversamento dei fasci di binari per lo scarico del materiale di risulta, che avveniva nei momenti di sosta di tali passaggi. Si chiedeva pertanto un compenso suppletorio per gli 850 mc. scavati non potendo far uso di mine.

L’opinione pubblica reclamava una sollecita ultimazione dei lavori della stazione, imponendo alla ditta nuovi sacrifici.

In una lettera del 30 novembre 1912, l’impresa addetta ai lavori mise in risalto la situazione del cantiere invitando il Comune a fornire le istruzioni definitive.

Il 30 novembre del 1912 la Giunta Comunale, vista la delibera dell’8 novembre 1912, vista l’urgenza di provvedere ai lavori della strada per la stazione, acconsentiva a modificare il progetto originale variando quanto stabilito per la sezione del ponte che doveva essere di cinque metri.

Il 4 dicembre del 1912 il Consiglio Comunale riconosceva il danno che provocavano le deliberazioni ed infine dichiarava esecutiva quella presa l’ 8 novembre del 1912.

“Quindici giorni dopo furono consegnati all’impresa i tracciati delle fondazioni”. Purtroppo dei lavori eseguiti in precedenza per organizzare il cantiere non restava traccia, tutto veniva distrutto. Duecento metri di pietrame scelto rimanevano sepolti sotto il rilevato, mentre fu necessario “sbadacciare” solidamente lo scavo per evitare franamenti.

Il 9 dicembre 1912 il Consiglio Comunale confermava l’allargamento del ponte sulla strada di accesso alla stazione ferroviaria secondo il preventivo Santacché per Lire 57,50 stabilendo l’immediata esecuzione di tale provvedimento. Consultato l’appaltatore Giuseppe Pandimiglio, quest’ultimo accettava un ribasso d’asta, restando a suo carico le opere per il contratto suppletivo.

 

Stazione di Soriano nel Cimino (collezione Roberto Felicetti)

Il 15 febbraio del 1913 ad Angelo Santocchi venivano rimborsate le spese di un viaggio, Lire 100 fatto a Roma per la revisione del progetto per la costruzione della strada di accesso alla stazione ferroviaria, inoltre Pasquale Cuscianna percepiva anche lui Lire 100 per due copie di disegni concernenti la suddetta strada.

Il 28 febbraio 1913 la Società Anonima delle Tramvie e Ferrovie Elettriche di Roma Civita Castellana Viterbo chiedeva la sospensione del riposo festivo “fino a che non venivano compiuti i lavori della linea Vignanello Soriano. Considerata l’urgenza di tali lavori, che non potranno prolungarsi per un periodo maggiore di due o tre settimane”, il Consiglio Comunale esprimeva parere favorevole.

Il 3 marzo 1913 il Comune metteva all’ordine del giorno, i festeggiamenti per l’inaugurazione della ferrovia.

Da un documento risulta che la strada della Stazione Ferroviaria fu aperta al pubblico il mese di marzo 1913 (il termine dei lavori di detto manufatto era fissato per il 6 agosto 1913).

Il 2 aprile 1913 risulta che per la strada di accesso alla stazione ferroviaria, erano stati espropriati alcuni stabili a Ettore Tarbonetti e Cesare Ferruzzi. Per i certificati storici catastali erano state spese Lire 310,92.

Il 13 maggio 1913, è un periodo importante per Soriano nel Cimino, al punto 6 dell’ordine del giorno veniva discusso il miglioramento della Ferrovia ed al punto 7 risultano menzionate le spese per l’inaugurazione della Ferrovia.

il 31 maggio 1913 la Giunta seguitava a discutere al punto 3 i festeggiamenti per l’inaugurazione della Ferrovia.

Il 31 agosto 1913 veniva acquistato uno stabile e si procedeva all’acquisto di “rata” di orto per la costruzione della strada stazione Ferrovia (vedi 10 settembre 1913).

Il 10 settembre 1913 in assemblea comunale, veniva comunicato che per realizzare la strada di accesso alla stazione ferroviaria, veniva usata un’area di un orto di proprietà di un certo Giuseppe Reali. Il contratto di affitto veniva rinnovato per un altro anno al prezzo di Lire 50 (dal 1° dicembre 1913).

 

La stazione di Soriano nel Cimino anno 2018

Il 20 settembre 1913 sempre in merito all’occupazione dell’orto Reali, veniva stabilito un rimborso di Lire 20 per occupazione e danneggiamento con modifica del piano, per la costruzione di una strada provvisoria di accesso alla stazione.

Il 30 ottobre del 1913 l’Amministrazione Comunale rilasciò il permesso per l’utilizzo di mine nei pressi dell’ospedale a causa della presenza di roccia tranchitica. Tale autorizzazione richiese parecchio tempo poiché dovettero intervenite la Sottoprefettura di Viterbo e di Roma che a causa degli inconvenienti verificatisi durante i lavori di costruzione della ferrovia si mostrarono inflessibili nel rilasciare il benestare.      

In base al capitolato, i lavori per la costruzione della strada della Stazione dovevano essere ultimati il 6 agosto del 1913.

L’11 novembre 1913 vengono effettuati da Siena Nicola lavori di riparazione della strada di accesso alla stazione per un importo di Lire 6.

La data dell’apertura della strada al pubblico transito avvenne il 5 dicembre del 1913. Quello che mancava erano dei piccoli lavori di finimento per i quali fu approvvigionato il materiale, Detta esecuzione fu interrotta per problemi concernenti l’Amministrazione Comunale. Il ritardo di circa quattro mesi, come riportava l’impresa, era dovuto a cause di forza maggiore, pertanto, sosteneva quest’ultima, non andava applicata la penale prevista dall’articolo 30 del capitolato. Con tale considerazione, proseguiva la lettera, la Direzione dei Lavori avrebbe dovuto rilasciare il verbale di ultimazione dei lavori.

Il 24 gennaio del 1914 nelle spese di carattere straordinario figuravano Lire 9.000 per la costruzione della strada della stazione e relativi raccordi. Il tracciato della strada della stazione, rendeva inservibile il vecchio lavatoio, pertanto si programmava la costruzione di uno nuovo.

Risultava inoltre che all’appaltatore doveva essere liquidata “la maggior somma” per l’allargamento del ponte. Veniva evidenziato che in pochi anni si era provveduto a lavori veramente urgenti senza ricorrere a prestiti o aggravi di tasse. Grazie al concorso dello Stato subentravano nuovi introiti che venivano riscossi, mentre quelli della Provincia venivano mantenuti tra i residui attivi. In un verbale, nella parte concernente la strada della Stazione, veniva menzionata la riduzione a Lire 1.000, la somma sufficiente per saldare tutti i proprietari degli stabili espropriati.

Un sussidio di Lire 2.000 era l’aumento che veniva deliberato per l’impegno assunto verso la Società Tramvie e Ferrovie Elettriche per l’esercizio della linea Civita Castellana Viterbo.

Con lettere datate 13 ottobre 1913, 23 marzo 1914, 4 novembre 1914, 14 febbraio 1915 l’impresa insisteva per la liquidazione delle sue competenze, richiedendo alla Direzione dei lavori, gli interessi sulla somma che “risulterà” a suo credito (fino al giorno del pagamento).

Se veniva accolta tale richiesta, continuava la lettera, non si ricorrerà a vertenza a mezzo arbitraggio, contemplato nell’art. 34 di detto capitolato. L’ultima richiesta inoltrata il 5 settembre 1915, illustrava la “criticissima situazione economica” dovuta alla perdita irreparabile del suo Capo e sostegno principale, defunto Giuseppe Pandimiglio.

Il 10 febbraio 1914 figura la voce concessione acqua per la stazione mentre il giorno 19 marzo 1914, figura l’importo di Lire 305 versato alle ditta Capaccini e Cesarini per impianti elettrici pertinenti sempre alla strada della stazione ferroviaria.

Il 30 marzo 1914 Lire 400 figurano nella voce di bilancio per la spesa di impianto di illuminazione della strada di accesso alla stazione elargite alla Ditta Capaccini e Cesarini.

Il 16 aprile 1914 in Consiglio si parla dell’istituzione di una rivendita di privative (generi di monopolio) nella frazione della Fornacchia. Si racconta che gli abitanti era circa 600 e con una nuova rivendita, considerando che la linea per Viterbo, riportano, andava assumendo un grandissimo sviluppo, ne avrebbero potuto trarre vantaggio.

Veniva anche discussa l’apertura di una rivendita di privative alla stazione di Soriano nel Cimino, in base ad un parere richiesto dall’Intendenza di Finanza. All’unanimità di voti veniva dato parere favorevole alla domanda effettuata, in merito da Alessandro Fanano.

Il 30 maggio 1914 veniva posto all’ordine del giorno, la concessione di acqua alla Stazione Ferroviaria.

Il 25 giugno 1914 veniva accordato ad Angelo Micci un compenso per i danni derivati dalla costruzione della strada della stazione. Il 6 agosto del 1914, il Presidente del Consiglio, avvertiva che la concessione dell’acqua alla Stazione Ferroviaria ritarderà di qualche giorno per “l’esaurimento“ delle pratiche con il Principe Chigi.

Veniva stabilito che potevano usufruire della tessera ferroviaria Roma Viterbo, due amministratori, cioè il Sindaco e l’Assessore Luigi Fanti.

 

Progetto dei paracarri, dei parapetti, dei chiavicotti

Nel novembre 1914 si parlava di materiale che deperiva. L’impresa costruttrice di detta strada faceva osservare alla direzione dei lavori che il materiale preparato deperiva e subiva un relativo deprezzamento per causato dall’abbandono dei lavori.

Difatti accennava la lettera, “i lavori di finimento sono sospesi improvvisamente dal 1913 per un periodo indeterminato a causa di condizioni finanziarie difficili” da parte dell’Amministrazione Comunale. Il riferimento concerneva i lavori che si dovevano effettuare per i “tratti di parapetto lungo l’orto Reali tra le sezioni 33 e 35 lungo la strada del Giardino tra le sezioni 40 3 42”.

I lavori proseguirono fino al 1915, poi vennero sospesi per alcune divergenze con l’appaltatore che morì nel 1916. I figli di costui si trovavano sotto le armi e pertanto i lavori vennero sospesi.

Poi Pandimiglio Ivo (fu Giuseppe), rientrato dal servizio militare, esercitando anche lui la professione di imprenditore, fece domanda di proseguire i lavori, in base al contratto stipulato con il padre, ovviamente con i prezzi debitamente aggiornati. I lavori compiti, vennero liquidati in base alla disposizioni contrattuali.

Era interesse del Comune completare i lavori della strada anche in presenza dei numerosi operai disoccupati. Veniva disposto di modificare i prezzi e le condizioni del nuovo contratto in base alla nuove condizioni di mercato, I prezzi stabiliti dall’Ufficio Tecnico del Comune erano concordati per costo di L. 30.051

Il 1 settembre 1919 l’Ufficio tecnico del Comune di Soriano nel Cimino, in un documento chiamato Registro degli Ordini di Servizio, menzionava l’Impresa Pandimiglio Ivo e si rendeva noto che gli ordini di servizio venivano scritti dal Direttore dei Lavori e la menzionata impresa “dovrà sottoscriverli volta per volta”, quindi eseguirli senz’altra sollecitudine e diffida”. Ogni lavorazione o “provvista” eseguita contrariamente a quanto stabilito, s’intendeva eseguita a suo rischio e pericolo, pertanto nulla potrà pretendere anche se abbia agito in presenza della direzione dei Lavori o di per essa.

Il 14 settembre 1919, presente l’avvocato Augusto Licheri, Regio Commissario per l’amministrazione del Comune di Soriano nel Cimino, il segretario D. Ceci, veniva deliberato di appaltare nuovamente i lavori a Ivo Pandimiglio fu Giuseppe. In base al nuovo preventivo stabilito dall’ Ufficio Tecnico Comunale il 6 febbraio del 1919 veniva stabilita la clausola che ogni tre mesi i prezzi dovranno essere rivisti. Salvo il diritto del Comune di ottenere dallo Stato il già chiesto sussidio ai sensi del D.L: 13.12 1903 nr. 551.

Qualora il Comune non “fosse stato in grado di pagare, le somme dovute all’appaltatore, quest’ultimo potrà rivalersi chiedendo gli interessi del 5% per i periodo di mora”.

Viale della Stazione (a sinistra) e Viale del Giardino (a destra)

In una lettera datata 3 ottobre 1919, con protocollo nr. 4234, indirizzata dal comune di Soriano al Cimino a S. E. il principe Chigi, si percepisce meglio, la problematica della sistemazione della strada di accesso alla stazione di Soriano al Cimino.

La Ferrovia Elettrica Civita Castellana Viterbo funzionava, occorreva accomodare la parte della strada che era occupata e recintata da una staccionata concernente la proprietà del principe menzionato, si invitava pertanto l’interessato ad intervenire e facilitare le vigenti disposizioni in materia di lavori pubblici.

Sempre il principe “Don” Ludovici Chigi l’8 marzo del 1920, veniva sollecitato dal Comune con ulteriore missiva, affinché “non ponga intralcio” al proseguimento di detti lavori.

Il 1° giugno 1920 l’Ufficio Tecnico del Comune di Soriano nel Cimino aggiornava i prezzi dei lavori di costruzione della strada per la Stazione in base alle variazioni avvenute nel mercato “quanto per il materiale quanto per la mano d’opera raggiungendo un totale di Lire 61.000”.

1° giugno 1920: Revisione dei prezzi per i lavori della strada
che conduce alla Stazione ferroviaria di Soriano nel Cimino

Un certo Giovanni Ranucci di Soriano, in data 15.10. 1920, indirizzava una missiva con la quale proponeva il ribassamento di un masso tufaceo, con modifica delle mostre e dei fusti delle porte di casa a carico del Comune a seguito dei lavori della citata strada.

Per gli ambienti interni, sosteneva il Ranucci, “il costo dei lavori sarà a carico del proprietario”. Il Comune, da una nota allegata, sembrava favorevole a quest’ultima proposta.

 

Viale della Stazione

In data 25 aprile 1921, Ivo Pandimiglio, scriveva al Sindaco di Soriano al Cimino, comunicando che l’impresa addetta ai lavori della strada di accesso alla stazione, aveva ultimato tutti i lavori, nel tratto che corre dalla stazione all’imbocco di via del Giardino come da concordato del 2 aprile 1921 con l’assessore David Settimio.

Pertanto si invitava l’autorità comunale a prendere in consegna il tratto di strada ultimato. Veniva comunicato inoltre che l’impresa attendeva pure le consegne dei lavori da effettuarsi nel tratto di strada “residuale”, poiché aveva “già pronte molte provviste di materiale a piè d’opera fin dal gennaio scorso che deperiranno giornalmente”.

Nel caso di ulteriori ritardi, la ditta comunicava di essere costretta a licenziare gli operai, sospendere nuovamente i lavori con conseguenti maggiori danni, oltre a quelli già sopportati sempre per le ritardate consegne dei lavori.

Via della Stazione nel 2018

La stazione di Soriano nel Cimino anno 2018

 Personaggi:

Raimondo       Berti                           Giunta Municipale (30 marzo 1914)

Domenico       Catalani                      Assessore supplente

Luigi                Catalani                      Appaltatore corriera Soriano Viterbo

Eugenio          Cesarini                      Sindaco (15 febbraio 1913)

Ludovici          Chigi                         Principe (8 marzo 1920)

Paolo              Corfi                           Assessore  (8 marzo 1913)

Paolo              Corsi                          Assessore effettivo  (2 aprile 1913)

Ditta               Capaccini e Cesarini   Illuminazione elettrica (30 marzo 1914)

Alessandro     Fanano                       domanda al Comune, licenza per vendita privative (16 aprile 1914)

Augusto          Fanti                           Assessore effetivo (13 maggio 1913)

Luigi                Fanti                           Assessore (6 agosto 1914)

Luigi                Febbi                          Assessore supplente  (6 febbraio 1912)

Cesare            Ferruzzi                      propr. terreno espropr.  (2 aprile 1913)

Giacomo         Fontana                      Assessore (30 novembre 1912)

Augusto          Licheri                        Avvocato - Regio Commis. (14 settembre 1919)

Agapito           Menicacci                   Perizia boschi   (8 novembre 1913)

Alessandro     Micci                          Assessore effettivo  (13 maggio 1913)

                                                          Sindaco  (24 gennaio 1914)

Giuseppe       Pandimiglio               Imprenditore

Ivo                 Pandimiglio               figlio dell’imprenditore subentrato nell’impresa per Successione

Angelo           Pennazzi                     Supplente  (30 maggio 1914)

Augusto         Pennazzi                     Assessore supplente (13 maggio 1913)

Cosma            Pennazzi Catalani      Presidente Giunta (28 febbraio 1913)

Giuseppe        Reali                           Proprietario orto  (1 dicembre 1913)

Felice              Ranucci                      Assessore supplente (13 maggio 1913)

Giovanni         Ranucci                      indirizza missiva al Comune (15 ottobre 1910)

Giuseppe        Reali                           Proprietario orto (10 settembre 1913)

Augusto          Salvatori                    gestore servizio automobilistico Soriano – Orte stazione

Angelo            Santocchi                   Direttore dell’Ufficio Tecnico del Comune (8 luglio 1911)

David              Settimio                     Assessore Comune di Soriano nel Cimino (25 aprile 1921)

Ettore             Tarbonetti                  proprietario terreno espropriato (2 aprile 1913)

Giuseppe        Troili                           Sindaco di Soriano nel Cimino (2 aprile 1913)

 

Fonti:

Archivio Storico Comune di Soriano nel Cimino.

In particolare si ringrazia per la sua cortesia: la responsabile, Prof.ssa Gabriella Evangelistella

ferroviaromanord. altervista.org

 

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