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Nerina Negrello - Presidente Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente
www.antipredazione.org

Alfie Evans
L'ospedale non è padrone del malato.
Il malato non è qualcosa di diverso o inferiore al cittadino, per cui nulla il medico deve poter fare senza il consenso del paziente o addirittura contro il suo volere o nello specifico dei suoi genitori. Tanto più decidere di ucciderlo sospendendo d'autorità le cure e il sostegno alla vita.
 
Alfie Evans è sequestrato all'Alder Hey Hospital di Liverpool, atto di arroganza criminale in sé, negandolo al padre e alla madre che lo vogliono trasferire in altro ospedale o accogliere la sua morte a casa tra gli affetti. In questa struttura ospedaliera Alfie è diventato oggetto, una cosa, una res nullius o, per meglio dire, di proprietà dell'équipe medica la quale si arroga il diritto di disporre - sia pure per il presunto suo bene - come vuole, esercitando il diritto di morte.

Le équipe ospedaliere che ricorrono ai magistrati per togliere la patria potestà ai genitori e imporre ai minori trattamenti, trapianti o morte, dovrebbero essere sottoposti al controllo della loro situazione emozionale sovente malata perché succubi di una perversa etica di Stato.
 
Giovedì 12 scorso i genitori sono andati a riprendere il figlio fisicamente, con tanto di ambulanza privata e di équipe medica e con in mano un parere legale con cui i propri avvocati dichiaravano il diritto a portare via il piccolo, ma sono stati bloccati dalla polizia.
 
Dal reparto di terapia intensiva con il cellulare connesso in rete il padre ha trasmesso la violenza dello Stato in diretta, immagini e voci strazianti: "Questo è mio figlio. Sto tremando, sto tremando, non mi fanno uscire da qui, questo è mio figlio. Stanno chiamando la polizia. Qui davanti ho mio figlio innocente, guardate com'è innocente. Come possono farci questo?".
 
"La polizia ha minacciato di arrestarmi per violenza personale se tocco mio figlio, mentre l'ospedale ha il permesso di ucciderlo" (YouTube)
 
In quest'epoca dominata dalla razionalizzazione scientista e tecnologica, hanno cominciato con l'imporre la dichiarazione di "morte cerebrale" sui vivi che hanno perso la coscienza, falsa e strumentale, imposta nonostante l'opposizione del cittadino in vita. Ne consegue che mantengono la ventilazione il tempo che serve per espiantare organi per trapianti oppure sospendono la ventilazione per fare morire il malato e liberare il letto.
 
Non stupisce quindi che si giunga a dichiarare d'autorità spacciati anche i neonati e i minori con malattie neurodegenerative ignote di origine genetica senza diagnosi definita, togliendo la protezione dei genitori, per procedere al distacco della ventilazione nella logica di un sistema sanitario eugenetico che impone l'eutanasia di Stato e il diktat della pseudoscienza.
 
I genitori hanno riposto l'ultima speranza nel ricorso presentato direttamente alla Corte Suprema inglese per il riconoscimento dell'Habeas corpus contro un potere disumano. 
 
LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
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