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Montefiascone L'OPINIONE
Giuseppe Bracchi - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Angela Merkel

Signore e signori, prepariamoci! Per tutta la campagna elettorale di qui fino alle elezioni di primavera, gli italiani saranno storditi da dati statistici sulla tenuta o meno di questa o quella coalizione, oppure sulla possibilità o meno che si realizzino, una volta saliti al potere, le promesse di questo o quell’esponente politico, che almeno allo scrivente, fino ad ora, sono apparse come le solite promesse del marinaio.

Ho notato invece, con grande sorpresa, che la grande assente dal dibattito politico o dai programmi politici elettorali, più o meno, concretamente fattibili, ancorché realizzabili, è proprio quell’Europa con la quale la colazione vincente dovrà fare i conti non appena prenderà in mano le redini del potere.

Che Macron, infatti, si stia attrezzando su tutti i fronti per fare le scarpe all’Italia è cosa risaputa ancorché dal sottoscritto ampiamente prevista prima del suo trionfo alle elezioni presidenziali francesi. Basta fare riferimento agli interessi economici in Libia, in Egitto e nei paesi che furono sue ex colonie, che stanno spingendo sempre di più la Francia a rafforzare quell’asse franco tedesco, che vedrebbe la stessa Angela Merkel in prima linea per condividerne i destini geopolitici, in special modo verso quelle terre confinanti col Congo democratico e che furono colonie tedesche nel periodo otto – novecento.

Basterà inoltre ricordare che il prossimo 22 gennaio Francia e Germania si appresteranno a firmare un documento comune su sicurezza, immigrazione ed euro tutto improntato e finalizzato a togliere ancora più sovranità agli Stati nazionali, facendo di FONTEX un agenzia autonoma dagli Stati e con personale proprio, al fine di facilitare gli ingressi ed in relativi visti, per “rafforzare la convergenza economica e fare della dittatura dell’euro qualcosa di totalmente irreversibile, ed infine considerare la difesa europea una e indivisibile. Il tutto senza che ancora si sia realizzare quell’unità politica di cui tutti hanno sempre cianciato, ma che fino ad oggi è servita soltanto ad alimentare e a tener vivi i sogni di dominio dell’asse franco tedesco. E la NATO, di cui pure l’Italia, fa parte che fine farà?

Mi domando poi con quali proposte e soprattutto con quale peso specifico l’Italia parteciperà alla riunione prossima ventura.

Mi domando quali saranno le reazioni dei nostri maitre a penser quando si troveranno di fronte ad uno Juncker pronto a sparare la proposta di un Fiscal Compat, che è un trattato internazionale, bene rafforzato ed incastonato nelle leggi europee per meglio impoverirci ancora di più, considerando che successivamente sarà più difficile per gli stati sovrani richiedere quel margine di flessibilità già ampiamente fissato ed eretto a tabù dai soliti bronzei euro tecnocrati.

E proprio partendo da quest’ultima considerazione, mi domando ancora come faranno e, soprattutto, dove reperiranno i fondi per la relativa copertura finanziaria, semmai certuni dovessero realizzare il proposito di abolire le tasse universitarie o di rivedere i piani pensionistici come la tanto agognata abolizione della Legge Fornero. Tutto il contrario di quanto, come si dice in gergo volgare, l’Europa ci chiede. O no? Ed è tutto il contrario di quella concretezza che proprio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva raccomandato ai futuri candidati.

Così che mentre l’asse Macron – Merkel si prepara, molto probabilmente, per il futuro a fare dell’Italia uno stato vassallatico, mentre a Roma ci si perde nei labirinti delle statistiche e si favoleggia di riforme, allo stato attuale, ancorate tuttalpiù alla fantapolitica, gli italiani dovranno prepararsi ancora una volta a vedere Sagunto espugnata.

Amen.

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