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Viterbo RIFLESSIONE
Maurizio Pinna

 Come se non bastassero già i normali problemi di coppia, la tecnologia, mal usata, oggi fa il resto.

WhatsApp, Facebook e Messanger, solo per citare i principali, possono anche creare dipendenza da un mondo virtuale capace, nel peggiore dei casi, di sostituirsi a quello reale, crinando, schiacciando, annullando e perfino distruggendo i rapporti tra coniugi, figli e genitori.

I social e altre applicazioni web sono sì preziosi canali di comunicazione, d’informazione, per molti una terapeutica valvola di sfogo e, a volte, di costruttivo confronto, se usati con coscienza e consapevolezza senza farsi letteralmente rapire.

I gruppi creati su WhatsApp, per esempio, possono risultare micidiali in casa, ma anche in auto quando si è alla guida e al lavoro.

Chi è schiavo di questo modus vivendi, con molta probabilità non se ne renderà conto e, ad una eventuale osservazione per il massiccio utilizzo dello smartphone, la risposta giustificativa sarà sempre pronta: l’ho preso in questo momento; devo dare una risposta urgente; mi sono dimenticato di…, mi ha scritto Tizio, che faccio non rispondo?

Si pensi, ad esempio, a chi “deve” seguire, oltre Facebook e Twitter, cinque o dieci gruppi dove ciascuno posta un’immagine, un video, un testo, una catena di sant’Antonio, una semplice e innocua battuta, una emoticon (faccina).

Ci sarà sempre un motivo per leggere e rispondere, e inavvertitamente passeranno continuamente preziosi secondi che poi diventeranno minuti che a fine giornata avranno totalizzato ore ed ore sottratte ad altri più utili e doverosi o redditizi impegni, compresi quelli relazionali con i propri cari più prossimi: moglie, marito, figli. Ma di questo non ci si rende conto, non si percepisce la gravità o si sminuisce il fenomeno.

La vita di coppia è quindi continuamente minata anche da questo nuovo catalogo di distrazioni vere e proprie che impediscono un più giusto e regolare rapporto tra gli attori principali. Le scappatelle virtuali esulano da questo discorso e quindi non toccheremo l’argomento poiché lì saremmo già oltre.

La necessità di ricevere affetto, attenzioni e considerazione diventati sempre più rari, così come il dare affetto a chi sappiamo che lo apprezzerà, già si nota dal vertiginoso crescendo di quanti entrano in possesso di un amico fedele a quattro zampe, ma anche da quanti cercano spazi spensierati con garanzie incluse sia per la vita terrena sia per quella eterna. L’essere umano ha bisogno di queste isole. E cosa c’è di meglio, quindi, che creare gruppi su gruppi, a volte tematici, a volte semplicemente divertenti, altre volte di natura religiosa o politica?

Ma la famiglia, in tutto ciò, ha mantenuto il suo spazio di tempo riservato e protetto dai disturbi esterni? Occupa il primo posto nella lista delle attenzioni e considerazione e del tempo ad essa dedicato? Oppure in casa ciascuno siede silenziosamente nel suo angoletto preferito per parlare con tutto il mondo tranne che con i propri familiari? E magari passa da una stanza all’altra col cellulare in mano come se avesse impostato il navigatore per andare in bagno?

Molte coppie, ormai dormienti tra loro per vari motivi, per sopravvivere senza ulteriori danni, ricercano l’alternativa nella comunicazione col mondo virtuale e così appagano quel senso di vuoto e di tristezza che regna da tempo nelle loro case.

Al contrario altre coppie che potrebbero continuare a mantenere vivo un reciproco interesse, scoppiano proprio perché individualmente ed egoisticamente si incamminano su queste strade minate dimenticando chi erano, da dove sono partiti e quale obiettivo di vita si erano preposto e sognato.

La perdita evidente d’interesse per il proprio compagno o compagna di vita può avere origine da una lenta e graduale indifferenza in pericolosa ascesa, impercettibile da un giorno all’altro, sottovalutata fino a che la situazione non regge più il confronto con un passato più radioso. Ma qualunque sia stato il movente iniziale che ha spinto alla dipendenza dalla droga del PC o dell’Iphone, ricordare quelli che sono i diritti e i doveri di una coppia che si ama, specie se unita in matrimonio col rito religioso, torna utile per reagire costruttivamente.

A tal proposito prendiamo in prestito dalla pagina http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/difficolta%20tra%20coniugi.htm, un passo tratto dalla Genesi:

Dio ci ha donato cinque sensi per godere le bellezze del creato: vista, tatto, gusto, udito, odorato. Il Creatore ha voluto non mancasse nei rapporti matrimoniali la soddisfazione dei sensi, voluta appunto per le altissime finalità per cui fin dalla creazione il Signore stabilì che "l'uomo lasci suo padre e sua madre, si unisca alla sua donna e i due formino una cosa sola" (Gn 2,24).

Maurizio Pinna

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