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Viterbo CRONACA L’ingordigia è condannata perché contraddice la natura degli uomini assimilandola a quella degli animali
di Simona Mingolla

 

Antico Borgo La Commenda

Venerdì 12 giugno, a partire dalle ore 20,30, continuano gli incontri del ciclo "I Convivi de La Commenda", presso l'Antico Borgo de La Commenda a Montefiascone.  Il Prof. Luciano Dottarelli parlerà di “Musonio l'Etrusco: il cibo e la vita filosofica”.

La riscoperta di Gaio Musonio Rufo, conosciuto come l’Etrusco perché  nato nel I secolo d.C. da un’importante famiglia di Volsinii - la città romana erede dell’etrusca Velzna -  e che godette di grande fama e prestigio morale sia tra i contemporanei che durante tutta la tarda Antichità. Per la rettitudine e per il coraggio con cui affrontò la persecuzione di Nerone e l’esilio, venne definito «il Socrate romano» e considerato un «modello di vita perfetta».

Nell’alimentazione riflette sul fatto che il piacere dell’alimentazione è tra quelli più fortemente connessi alla soddisfazione di un bisogno vitale, legato intimamente alla natura e che dunque «rischia di essere il più difficile da combattere». La mancanza di misura, che rappresenta un male in generale, è soprattutto nella golosità che «svela la propria natura, in quanto rende gli uomini ingordi simili a porci e cani […].

Che tale comportamento nei confronti del cibo sia la cosa più vergognosa, è risaputo, in quanto diventiamo simili più a bestie irragionevoli che ad uomini dotati di ragione» (XVIII B). Il richiamo al principio stoico del “vivere secondo natura”, per stabilire ciò che è giusto e ciò che non lo è, tradisce qui tutte le difficoltà che può incontrare nella sua coerente applicazione, come gli accade del resto in altri contesti di maggiore valenza etica.

Se l’ingordigia è condannata perché contraddice la natura degli uomini assimilandola a quella degli animali; senza troppa coerenza il desiderio degli uomini di cibo elaborato e sofisticato è poi preso di mira in nome del modo più naturale di nutrirsi degli stessi animali, «contenti di quel che trovano e in cerca solo di saziarsi, non di più» (XVIII A).

Ad ogni modo egli suggerisce di «seguire il detto, davvero eccellente, di Socrate, il quale affermò che la maggior parte degli esseri umani vive per mangiare, egli invece mangiava per vivere». I cibi da preferire sono dunque quelli semplici, facili da reperire e da preparare: «quelli che derivano dai prodotti della terra, come i cereali e le altre piante […] o dagli animali, non uccisi ma utilizzati  in altro modo. Di questi cibi, vanno meglio quelli che si possono consumare come sono, senza cottura, perché sono già pronti, ad esempio la frutta di stagione, alcuni ortaggi, il latte, il formaggio e il miele».

Le basi filosofiche su cui poggiavano questi principi e molte altre curiosità saranno oggetto dell’incontro durante una cena che nel suo menu si rifarà alle suddette logiche, con la creatività e genuinità degli ingredienti che da sempre caratterizzano le cene all’Antico Borgo de La Commenda.

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